domenica 16 marzo 2014

Val Serina, per riaprire la strada si mobilitano anche i parroci

Foto dal Corriere della Sera
 
 
Dopo la frana collegamenti a singhiozzo fino al 2015. Don Moioli: vogliamo notizie certe. Assemblea con i sindaci. Dalla Regione 2 milioni per i lavori
 
Un passo è stato fatto. E, tanto per cominciare, costerà 35 mila euro, il conto del geologo che in Val Serina dovrà capire come, dove, quanto intervenire per rimettere in sesto la strada provinciale chiusa da inizio dicembre. Una frana ha travolto il ponte prima della frazione di Rosolo. Territorio di Algua, ma problemi, soprattutto, di Serina, Cornalba e Oltre il Colle, cioè di chi vive oltre i massi venuti giù, nella parte alta della valle, e per scendere deve allungare la strada di come minimo dieci minuti. Tra parentesi: sono i paesi che più campano di villeggiatura.

Mercoledì negli uffici della Regione Lombardia di via XX Settembre, a Bergamo, si è svolto il fatidico incontro che la Provincia aveva chiesto al Pirellone quasi un mese fa. Al tavolo, l’assessore provinciale alla Viabilità Giuliano Capetti, i sindaci di Serina e di Oltre il Colle, Giovanni Fattori e Valerio Carrara, i tecnici di via Tasso e i rappresentanti degli assessorati regionali al Territorio, alle Infrastrutture e alla Protezione civile.
 
Una buona notizia c’è, in effetti, anche se per ora non dà garanzie sui tempi. La Regione sembrerebbe in grado di racimolare i 2 milioni di euro — stima assolutamente provvisoria — necessari per finanziare l’intervento meno oneroso prospettato dalla Provincia: bonificare tutto il versante a rischio smottamenti, ricostruire la parte danneggiata del ponte, sistemare la strada e poi mettere tutto in sicurezza. Gli step per arrivare all’obiettivo, però, non sono pochi. La frana della Val Serina rientrerà negli interventi urgenti, ma «per agganciare i finanziamenti — spiega il sindaco di Oltre il Colle, Valerio Carrara — bisogna prima modificare una delibera del Consiglio regionale della Lombardia che, in questi casi, prevede l’erogazione dei fondi solo ai comuni».

È alla Provincia, invece, che devono arrivare i soldi. Questo passaggio dovrebbe essere fatto entro aprile. Contemporaneamente, sarà affidato l’incarico a un geologo di approfondire la situazione. Per la Regione non è sufficiente lo studio di fattibilità realizzato finora sulla base della prima relazione geologica, quella che ha aperto gli occhi. Ci sono migliaia di metri cubi di materiale pronti a cedere da un momento all’altro, sia prima della frana già scesa, sia dopo, sotto l’abitato di Frerola. I 35 mila euro necessari per l’ulteriore studio saranno coperti dal Bim, il Consorzio del bacino imbrifero montano del lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio.
 
Con in mano le nuove carte, sarà possibile affinare il progetto e avere un’idea più chiara delle opere da realizzare, «anche per raggrupparle in base agli assessorati regionali che le dovranno poi sostenere finanziariamente», spiega il dirigente del settore Infrastrutture della Provincia, l’architetto Daniele Sari. L’ipotesi di costruire una galleria di 800 metri da 13 milioni di euro non si è neanche presa in considerazione, vista l’aria che tira. Ma la strada, così, sarà poi sicura al 100 per 100? «Sì, con l’adeguata manutenzione e un monitoraggio costante — risponde Sari —. Chiaro che la soluzione della galleria sarebbe stata la più sicura».
 
Se tutto andrà bene, si sbilancia il dirigente, «si potrebbe finire i lavori entro il 2015, di sicuro non entro l’estate». Carrara ricorda un dato: «In Val Serina si concentra il 25% del turismo di tutta la Bergamasca. Ora la situazione mi sembra abbastanza sotto controllo, ci sono i soldi e l’impegno, soprattutto da parte di noi sindaci. Sono tre mesi che triboliamo. Si deve riaprire in sicurezza. Non dimentichiamoci là sotto sarebbe potuto morire qualcuno».
 
Pure i parroci si stanno mobilitando. Oggi, a Serina, si terrà un incontro con i prevosti della valle, incluso quello di Selvino, e i primi cittadini. «Innanzitutto vogliamo capire come stanno le cose, perché le notizie che abbiamo avuto finora sono solo quelle dei giornali — spiega don Primo Moioli, che guida la parrocchia di Serina — e poi intendiamo fare sapere ai sindaci che, se hanno bisogno del nostro sostegno, noi ci siamo».

Il Corriere della Sera - 15 marzo 2014