giovedì 2 ottobre 2014

Per non dimenticare: 3 dicembre 2013 – 3 ottobre 2014

 

Per non dimenticare: 3 dicembre 2013 – 3 ottobre 2014
La notte tra il 2 e il 3 dicembre 2013 una frana, precipitata dal versante della montagna dalla parte di Costa Serina e nel territorio di questo Comune, al confine con Algua, interrompeva la S.P. 27 della Valserina. I detriti demolivano il vecchio ponte, coperto la vecchia galleria e sommerso a metà il ponte nuovo.
 
Domani saranno quindi dieci mesi esatti dall’evento che ha in sostanza spaccato la Valserina in due tronconi.
Se pure è vero che alternative viabilistiche esistono, sia pure con grossi limiti o addirittura con l’esclusione di veicoli ingombranti, è altrettanto vero che il danno maggiore è sopportato dal pendolarismo giornaliero di studenti e maestranze che devono necessariamente scendere nei centri della Valle Brembana o, addirittura, nelle località di pianura.
La pletora di riunioni indette in questi dieci mesi non ha prodotto che risultati scarsi e inefficaci per dare un’adeguata soluzione al problema. Regione, Provincia e da buon ultima l’Amministrazione Comunale di Serina non hanno trovato la corretta sinergia di risorse, non esclusivamente finanziarie ma concretamente operative, per progettare e dare tempi certi al ripristino dell’importante arteria vallare.
Recentemente un Comitato spontaneo, il “Comitato S.P. 27” ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica la delicata e incancrenita situazione riuscendo, a quanto pare, a smuovere gli Organismi Pubblici dall’oblio e dall’ignavia.
Questa volta i notevoli ritardi nell’intervento sono solo in parte imputabili alla solita cantilena che da anni ascoltiamo a ogni disastro ambientale: “Mancano i soldi a causa del “fiscal compact”, ma derivano in grandissima parte dall’inefficienza dei Responsabili diretti o indiretti.
 
A dieci mesi dell’evento franoso si attendono ancora i risultati dell’indagine idrogeologica necessaria alla bonifica del versante franato, propedeutica alla demolizione e successiva ricostruzione del ponte sul torrente Serina.
Considerando ciò che normalmente avviene nel campo delle opere pubbliche, forse non ci si dovrebbe meravigliare ma sicuramente “scandalizzare” per la gestione dilettantesca e improvvisata di tutta la vicenda.
E da buoni realisti (con i dovuti scongiuri) aspettiamoci ancora successive sorprese con l’auspicio che non ne derivino azioni deprecabili.
 
Gallicus