mercoledì 30 dicembre 2015

Il 2015, un anno tra chiaro e scuro.



Per la Conca di Oltre il Colle è tempo di bilanci. Vediamo, insieme, quali possiamo definire positivi e quali negativi, o quantomeno, ancora con riflessi poco incoraggianti e destinati ad essere affrontati e risolti positivamente.
Iniziamo da questi ultimi poiché hanno inciso  in misura relativa sul rilancio economico e turistico della zona.

In cima alla lista crediamo   di poter mettere, senza ombra di dubbio, l'ennesimo problema della viabilità con l'interruzione, o quasi, del collegamento con la Valle Brembana. Il continuo rinvio della sistemazione del tratto di Provinciale interessato dalla frana che dal 2 dicembre 2014, con la distruzione del ponte di Rosolo, ha pesato notevolmente in primo luogo sulla vivibilità dei residenti, lavoratori, studenti o semplici cittadini che per raggiungere le località di studio, di lavoro o di frequentazione sanitaria e sociale si sono dovuti sobbarcare lunghe e disagevoli deviazioni.

Tutte le promesse di voler risolvere il problema entro i primi di dicembre sono miseramente naufragate per una serie di concause non sempre dovute al "fato" ma semplicemente a questioni di carattere burocratico sommate a valutazioni superficiali e pseudo ottimistiche.

Fortunatamente, sul versante turistico, almeno per quanto attiene Oltre il Colle e l'intera Conca, l'alternativa della Valle del Riso  ha in parte assolto positivamente il compito di non ostacolare turisti e villeggianti durante il periodo estivo.

La possibilità di "sfruttare" economicamente questo vantaggio, rispetto alle altre località della Val Serina, sono state in parte annullate dalla permanenza di poca lungimiranza nell'attrarre, seppure con un'estate favorita dal bel tempo e dalle elevate temperature in pianura,  i villeggianti nei mesi di luglio e agosto.

La richiesta di affitti troppo alti, considerata anche la concorrenza di altre località montane, e la mancanza di propensione ad agevolare con periodi settimanali o mensili le difficoltà economiche dei richiedenti, hanno frenato ciò che poteva diventare, al contrario, un ottimo volano per l'economia locale complessiva.

Siamo convinti che sul versante "dell'accoglienza" ci sia ancora molto da imparare nelle nostre valli.
Un altro spiacevole episodio che ha colpito residenti ma soprattutto i turisti e villeggianti agostani a Zambla Bassa sono stati i lavori di posa dei tubi riguardanti le nuove fognature. Una sospensione parziale sarebbe stata accolta favorevolmente ed avrebbe evitato i disagi e gli spiacevoli inconvenienti alla viabilità locale.

Fortunatamente molte altre cose, nel 2015, hanno funzionato positivamente e hanno in parte riequilibrato gli aspetti negativi che lo hanno contraddistinto.

Crediamo sia stato accolto e giudicato  positivamente, da quanti anche saltuariamente hanno frequentato Oltre il Colle e le sue Frazioni, lo sforzo encomiabile della Pro Loco e dell'Amministrazione Comunale nel predisporre e favorire le manifestazioni  e le varie attività culturali.

Alcuni aspetti possono essere perfezionati, quali ad esempio lo "sfruttamento" dell'area su cui insiste la "Cattedrale Verde", cercando di favorire, in occasione di concerti  e rappresentazioni, la partecipazione anche di coloro che hanno problemi relativi all'età e di carattere deambulatorio. Forse basterebbe prevedere una "navetta" ad hoc.

Un altro miglioramento potrebbe essere quello relativo alla dotazione di servizi igienici nell'area verde del Passo di Zambla (il "pratone") metà giornaliera di nonni e nipoti e di "domenicali" nel periodo estivo. L'assenza di tali servizi comporta l'utilizzo del bosco con tutte le comprensibili conseguenze.

A fine estate la "ciliegina sulla torta": l'ultimazione del paravalanghe sulla strada della Plassa che eviterà la periodica chiusura della viabilità nei mesi invernali in occasione di precipitazioni nevose. La realizzazione della struttura permetterà il libero afflusso ai proprietari delle numerose abitazioni, dei gestori e frequentatori del "Camping Arera" e del Rifugio Capanna 2000.

In buona sostanza un anno in "chiaro e scuro" ma che forse, e finalmente, potrebbe essere l'ultimo di una serie sfortunata e deludente per l'economia e il turismo della Val Parina e della Conca di Oltre il Colle.

Questa volta, forse, dipenderà solo delle condizioni meteorologiche.

Gallicus

sabato 26 dicembre 2015

La mamma dei cretini é sempre incinta



Riceviamo la notizia e la riportiamo:

"Ieri giorno di Natale, c'è stato un PIRLA che ha ritenuto trascorrere il Natale "craccando" il sito di oltreilcolle.com. Il tizio sicuramente con gravi problemi mentali ha ritenuto passare alcune ore del Natale a rompere le scatole al nostro sito e ci è riuscito! Caro tizio testa di rapa, sarai anche bravo a fare l'Hacker ma vorremmo sapere che gusto ci provi a fare ciò?
Ti auguriamo un fine anno schioppettante si, ma con un candelotto nel culetto e a mezzanotte anzi un minuto prima, accendi la miccia cosicchè l'anno prossimo ci sia sulla faccia di questa terra un maniaco in meno! Scusate lo sfogo ma quando ce vò ce vò!
Lunedì alla riapertura di Register vedremo che tipo di danno ha fatto il pirlone, per fortuna che i dieci anni e più di memoria del sito sono salvi su un server apposito...
In attesa della ripresa del sito pubblichiamo la situazione delle webcam (raggiungibili solo da remoto ) e i dati meteo che potrete seguire in diretta quì:

 Arera 2000:
http://www.centrometeolombardo.com/content.asp
Zambla Alta:
http://www.centrometeolombardo.com/content.asp
Passo di Zambla:
http://www.centrometeolombardo.com/content.asp

E' in atto una forte inversione termica! Il meteo non varierà sino al 2/3 gennaio dove avrà inizio, stando ai modelli meteo di stamane, finalmente una fase perturbata ma soprattutto gelida con neve in quantità. Buon fine anno .Maurizio."

Nel rammaricarci per simili atti di teppismo, porgiamo allo staff del Portale di Oltre il Colle tutta la nostra solidarietà e l'augurio che i danni siano velocemente riparabili. Ci associamo, inoltre, agli auspici, espressi dall'amico Maurizio, nei confronti del "hacker" cretino.

La Redazione di Concablog

mercoledì 23 dicembre 2015

Iniziative nel periodo natalizio nella Conca


24 dicembre nelle Chiese della Conca "I caldi rinfreschi"
 

 25 dicembre a Zorzone "Caramelle per tutti i bambini"
 
 
 
27 dicembre il "Concerto di Natale"
 

30 dicembre "La fiaccolata a Zambla Alta"
 
 
5 gennaio 2016 "I pastori suonano le cornamuse"
 
 
 

mercoledì 16 dicembre 2015

Regione, bando da 5 milioni per gli impianti di risalita



«Per Regione Lombardia la montagna rappresenta una priorità e lo stanziamento di oltre 5 milioni di euro per i comprensori sciistici ne è la concreta dimostrazione.
Lo avevamo promesso e lo abbiamo mantenuto». Così Antonio Rossi, assessore allo Sport e alle Politiche per i giovani, commenta il bando pubblicato martedì 15 dicembre sul Burl (il Bollettino ufficiale della Regione), con il quale si stanziano 5.240.000 euro.
«Mettiamo a disposizione, con il Fondo “Frisp, Impianti di risalita II”, oltre 5 milioni di euro - ha spiegato l’assessore Rossi - per interventi sugli impianti di risalita. Fondi destinati a soggetti pubblici o privati, proprietari e/o gestori di impianti di risalita funzionali alla pratica dello sci, presenti sul territorio lombardo, in forma singola o aggregata mediante contratti di rete. Il nostro obiettivo e’ il miglioramento, l’adeguamento e la messa in sicurezza degli impianti di risalita e delle piste da sci, con lo scopo finale di migliorare l’attrattività turistica dei comprensori sciistici, permettendone l’uso anche in periodi non invernali».
Le domande dovranno pervenire dall’11 gennaio e sono previste possibilità di finanziamento per interventi sugli impianti di risalita e piste da sci: volti alla realizzazione, ammodernamento, riqualificazione e incremento della sicurezza degli impianti e piste esistenti nonché alle infrastrutture connesse; finalizzati alla destagionalizzazione e all’utilizzo degli impianti e piste per discipline sportive diverse dallo sci, all’ampliamento e miglioramento della qualità dei servizi offerti agli utenti nonché all’integrazione tra i diversi comprensori». La presente misura riprende e innova alcuni aspetti di una precedente misura, in quanto contempla gli interventi per destagionalizzazione, per favorire un più ampio utilizzo degli impianti nell’arco dell’anno solare e migliorare l’attrattività turistica; favorisce le aggregazioni tra soggetti operatori del settore dei comprensori sciistici.
Sono ammissibili al contributo regionale le spese relative a: lavori, opere civili e impiantistiche; acquisto e installazione di attrezzature e impianti tecnologici e spese accessorie; acquisto di macchinari battipista; altre spese inerenti gli interventi finalizzati alla realizzazione del progetto di aggregazione.
Il contributo regionale sarà concesso da un minimo di 40.000 euro fino a un massimo di 400.000 euro, in base alla tipologia e al numero di impianti del comprensorio. Potrà essere aumentato sino a 500.000 euro per le richiesta presentate da accordi di partenariato tra comprensori sciistici.
«Questa iniziativa - conclude Rossi - rappresenta un ulteriore tassello voluto dalla Regione per rendere più competitive le nostre montagne, dopo lo stanziamento di 2,2 milioni per i sentieri e 450.000 euro per le falesie e il nostro sostegno ai corsi di formazione per le guide alpine, gli accompagnatori di media montagna e i maestri di sci. Con queste misure rilanciamo un comparto fondamentale per l’economia non solo della montagna, ma di tutta la Lombardia».
L'Eco di Bergamo - 16 dicembre 2015
 
 

sabato 12 dicembre 2015

Da non credere !

Strada Valle Serina “Si riapre il 19 marzo”
Si allungano di nuovo i tempi “Ponte pronto il 9 febbraio, poi un mese di lavori”.



Nessuna apertura per Natale, ma neppure per gennaio. Forse poco prima di primavera e si ipotizza la data de 19 marzo.

I tempi per la riapertura della strada provinciale 27 della Valle Serina, chiusa dal 2 dicembre 2013 a causa di una frana in località Rosolo, si allungano di nuovo. Lungaggini burocratiche, rimpallo di responsabilità, competenze prima al Comune e poi alla Provincia, soldi che non si trovano e purtroppo l’approvazione in ritardo del Bilancio di via Tasso cha ha spostato di molto in là anche l’inizio dei lavori del nuovo ponte.
Sta di fatto che i valserinesi dovranno attendere ancora qualche mese per vedere la strada riaperta.

“Il 19 marzo – ha detto ieri il sindaco di Serina, Giovanni Fattori, nell’ambito di una conferenza dei servizi e di un sopraluogo svoltosi sul cantiere con amministratori comunali e tecnici di Regione e Provincia – ci sarà versante franoso e questo primo intervento è in via di conclusione. Resta di competenza della Provincia il rifacimento del ponte. La consegna è prevista entro il 9 febbraio. E a questo punto si valuterà se, prima del 19 marzo, si potrà riaprire a senso unico alternato”.
Alla conferenza dei servizi, al municipio di Serina, e poi al sopraluogo in zona frana, hanno partecipato i sindaci Giovanni Fattori di Serina, Fausto Dolci di Costa Serina, Valerio Carrara di Oltre il Colle, Alessandro Vistalli di Cornalba, Ivan Berlendis di Bracca e il vicesindaco Sirio Grigis di Algua e ancora il dirigente della Ster Claudio Merati, quindi Matteo Centurelli, per la Provincia, il geologo progettista Marco Maggi e i responsabili delle due imprese impegnate nei lavori.

Centurelli e Merati hanno ripercorso l’iter complesso per il reperimento del finanziamento.
Due i cantieri: quello sul fronte frana con la rimozione dei massi, la posa delle reti e l’aggrottamento (ovvero per un’ottantina di metri la strada sarà ricavata sotto la roccia); nel frattempo si lavora per il nuovo ponte, a carico della Provincia. Al 9 febbraio i lavori del ponte e la parete dovrebbero essere conclusi. “Ci vorranno poi i collaudi e indicativamente ancora almeno un mese per la sistemazione della strada, per un importo di 150 mila euro ancora a carico della Provincia (guardrail, muretti, asfalti, ecc.) – spiega Matteo Centurelli -. Quindi si è ipotizzato di poter aprire per metà marzo”.

Contestualmente ai lavori per la frana, Uniacque sta provvedendo all’interramento del collettore fognario (la recente ordinanza di chiusura per lavori riguarda il tratto di strada già vietato per i lavori alla frana, quindi  la viabilità non cambia). “E’ stato speso tutto lo spendibile con i fondi di provenienza regionale (1.200.000), provinciale, Consorzio Bim e Comuni, ma finalmente – hanno concluso i sindaci – avremo il tratto di strada in sicurezza”.
L’Eco di Bergamo – 12 dicembre 2015

sabato 5 dicembre 2015

Piano tariffario Soccorso Alpino

La Giunta Regionale ha approvato il piano tariffario per il
Soccorso Alpino.
 


PIANO TARIFFARIO IN APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 17 MARZO 2015 N. 5
“DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INTERVENTI DI SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO IN ZONE IMPERVIE,
RECUPERO E SALVATAGGIO DI PERSONE INFORTUNATE O IN SITUAZIONI DI EMERGENZA”

Di seguito si riporta la definizione delle quote di compartecipazione alla spesa a carico dell’utente trasportato per interventi di soccorso e di elisoccorso in ambiente impervio o ostile, comprensivi di recupero e trasporto, nei casi in cui non sussista la necessità di accertamento diagnostico o di prestazioni sanitarie presso un Pronto Soccorso.

Quota di compartecipazione alla spesa
La quota di compartecipazione alla spesa, tenuto conto della normativa regionale, è così definita:
Tipologia di risorsa Costo orario
Mezzo di soccorso di Base (ambulanza di tipo A con soccorritori certificati di cui un autista) Euro 56,00
Mezzo di soccorso Intermedio (infermiere e autista/soccorritori certificati) Euro 70,00
Mezzo di Soccorso Avanzato (ambulanza di tipo A con autista/soccorritore certificato, medico
e infermiere Euro 115,00
Squadra a terra del CNSAS Euro 95,00
Elisoccorso (equipaggio di volo, medico, infermiere e tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino) Euro 1.500,00

Ulteriori indicazioni:
1) Quota massima esigibile Euro 780,00 per evento.
2) La quota oraria di compartecipazione a carico dell’utente viene parametrata ai minuti di effettivo impegno della risorsa così come rendicontato dalla Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza (SOREU) che gestisce l’evento.

mercoledì 2 dicembre 2015

Da “l’ottimismo” de L’Eco di Bergamo, al “pessimismo prudenziale del Corriere.


Val Serina, due anni senza ponte. «Si apre entro primavera»
La Provincia ha iniziato il cantiere per il viadotto, ma ora tutto dipende dal meteo

Prima di tutto i tempi. Con tutta la prudenza del caso sarà non oltre l’inizio della primavera che in Val Serina si tornerà a viaggiare. E sarà, se non subito quasi, a due corsie (inizialmente si era detto a senso alternato). Oggi è il secondo anniversario della frana che ha spezzato in due la ex provinciale 27, qualche tornante prima di Serina. I massi crollati hanno abbattuto il ponte sul torrente , che la Provincia sta ricostruendo.

I lavori sono cominciati questo mese, «ma alcune operazioni - spiega il dirigente della Provincia Daniele Sari - sotto una certa temperatura non possono essere effettuate. Dipenderà da quanto rigido sarà l’inverno». E dagli altri interventi da incastrare: l’installazione delle reti paramassi (ultimo sforzo dopo la bonifica di un versante messo malissimo) e dei manufatti stradali, come i guardrail.


di Mad. Ber. – Corriere della Sera
2 dicembre 2015



Due anni di frana e disagi.
 
 

Val Serina, terzo Natale con strada ancora chiusa.
Il Comitato: striscioni e proteste sono serviti ad accelerare i tempi.

L’anniversario. Era il 2 dicembre 2013 quando 2000 metri cubi di roccia distrussero il ponte a Rosolo: i lavori solo ora, “ apertura prevista a gennaio”.
Sarà il terzo Natale con la strada chiusa. Il terzo Natale senza un ponte nuovo, senza una strada degna di questo nome.. Oggi, 2 dicmbre , sono trascorsi due anni dalla frana di 2000 metri cubi di roccia che nel 2013 divise in due la Val Serina, inaugurando 24 mesi di disagi, proteste, lungaggini burocratiche e finalmente il cantiere.

Lavori che sono entrati nel vivo dallo scorso maggio, con la bonifica della parete rocciosa e questo mese la ricostruzione del ponte distrutto dalla frana.
Da quel 2 dicembre di due anni da gli annunci delle raperture e di inizio lavori si sono susseguiti, purtroppo spesso smentiti. L’ultima previsione era quella di poter restituire alla Valle Serina la strada entro Natale. Ma i tempi, ancora una volta, si sono allungati, e si sono allungati, e si andrà a gennaio, probabilmente allinizio del mese.

“Appena sarà possibile consentire un minimo di viabilità bin sicurezza, anche a senso unico alternato – spiega il consigliere provinciale delegato alla viabilità, Pasquale Gandolfi – apriremo la strada. I tempi sono stati lunghi perché prima si è dovuto studiare  l’intervento di bonifica della parete rocciosa  e per lavorare sulla strada sottostante è stato necessario attendere la conclusione fdella bonifica. Si stà comunque lavorando nel migliore dei modi. Per mettere in sicurezza gli automobilisti ma anche gli operai che sono sul cantiere”.
Dopo la frana di due anni fa si eseguì una prima pulizia dagli alberi della parete rocciosa che incombe sulla provinciale. Poi vi fu lo studio per trovare la soluzione migliore da adottare per garantire la sicurezza (si ipotizzò anche un tunnel ma i costi erano decisamente altri per i tempi). Quindi il progetto e, dal maggio scorso fino a poche settimane fa (affidati all’Impresa Dapam di Borno, in provincia di Brescia), con un milione e 200 mila euro stanziati dalla Regione, la vera e propria bonifica e messa in sicurezza della parete rocciosa, con reti paramassi e consolidamenti. “ Durante questa fase – spiega il sindaco di Serina Giovanni Fattori – è stato ridotto anche il volume del famoso “gendarme”, lo sperone di roccia che incombeva sulla strada. Ora si sta lavorando all’aggrottamento, ovvero la parte della strada ricavata sotto la roccia. Grazie a una variante d’0pera, inoltre, saranno bonificati alcuni massi individuati nel bosco a fianco della parete”.
Settimana scorsa è stato demolito il ponte danneggiato due anni fa dalla frana. I lavori per la ricostruzione sono iniziati questo mese (a cura dell’Impresa Cabrini di Albino) per un importo di 305 mila euro dalla Provincia. Difficile che possa essere già transitabile per Natale. “Bisognerà attendere che maturino le gettate – continua Gandolfi - . Quindi secondo i tecnici si andrà a inizio gennaio. “Il ponte poteva essere realizzato – aggiunge però Fattori – perché la parete rocciosa appena a monte era già stata messa in sicurezza. A rallentare l’intervento sono stati i problemi di bilancio della Provincia”.

Le spalle del ponte si sono salvate mentre il nuovo passaggio non sarà ad arco, come il precedente, ma piatto. Conclusi questi lavori ci saranno poi altri 150 mila euro della Provincia per la sistemazione finale della provinciale, manto stradale e guardrail. “Facendo due conti – dicono sia il sindaco Fattori sia Gandolfi – questo in Val Serina è sicuramente l’intervento di messa in sicurezza per frana più sostanzioso degli ultimi anni nella nostra provincia”.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo 2 dicembre 2015


domenica 29 novembre 2015

Scossa di terremoto magnitudo 3



I lettori: «Un boato, siamo scesi in strada»
Avvertita alle 22,29 di sabato 28 novembre, epicentro ad Aviatico. Nessun danno, tanti messaggi dai lettori. 


Una scossa di terremoto è stata avvertita nella Bergamasca alle 22,29 di sabato 28 novembre. Diverse le chiamate ricevute dal centralino dei vigili del fuoco dei Bergamo: per ora non si registrano danni. Le prime informazioni dall’Istituto Nazionale di Geofisica: magnitudo 3.0, profondità 5 km, ora esatta della scossa 22,29. Epicentro nella zona di Aviatico.

In tarda serata i vigili del fuoco hanno confermato di non aver ricevuto, per il momento, richieste di intervento. Anche il 118 e le forze dell’ordine non hanno avuto richieste di soccorso.  Tante chiamate ai centralini, ma nessun danno a persone o cose. Il monitoraggio della situazione comunque è costante e nel corso della nottata potrebbero esserci sviluppi. Moltissimi anche i lettori che ci hanno segnalato di avere sentito distintamente la scossa, scrivendoci in posta elettronica o attraverso Facebook e Twitter.

Da Sarnico a Città Alta, da Torre Boldone a Nembro, da Boccaleone a Valbrembo le segnalazioni non si contano più. Eccone alcune: «Un boato assurdo, simile ad un aereo che passava – scrive per esempio Alessandro Marchioro da Paladina –, le pareti tremavano e il divano è diventato un gonfiabile che ondeggiava in maniera inconsueta su quel pavimento tremante; le finestre vibravano paurosamente e poi tutto è finito». «Io abito a Valbrembo – scriva Danillo – dove la scossa è stata forte, dove io e mia moglie siamo scesi in giardino».

«Poco dopo le 22,30 sentito chiaramente a Nembro – scrive Claudio Carrara – La casa comincia a tremare e si sente quell’angoscioso rumore che accompagna le scosse. Il tempo di raggiungere la porta finestra che da sul giardino ed è già tutto finito. Intanto fuori si sentono i numerosi allarmi innescati dalla scossa. «Qui a Torre Boldone sentito forte con un forte boato. Siamo scesi in strada», spiega Flavio. E Francesca Clemente racconta: «Abito a Seriate con mio marito e i miei figli. Io e mio figlio di 12 anni abbiamo sentito distintamente un rumore molto simile a quello delle partenze degli aerei, ma molto più breve ed in contemporanea solo io ho avvertito la scossa, per la quale non sono riuscita a rimanere seduta sul divano. Che dire? Quando non ci sono conseguenze negative è anche bello ricordarsi che abitiamo sulla Terra».

L'Eco di Bergamo - 29 novembre 2015

martedì 17 novembre 2015

In volo sopra la diga del Gleno

Per non dimenticare mai - Video
 
 

Il 1° dicembre sarà il 92° anniversario della tragedia. Guardate questo bellissimo video realizzato da un bergamasco.

Un volo attraverso la storia, per non dimenticare una tragedia immane come quella della diga del Gleno. Era il 1° dicembre del 1923, 92 anni fa: in Val di Scalve, la diga si squarciò per una settantina di metri. L’acqua si riversò a valle e distrusse tutto: i morti furono più di 500. Un incubo che la gente bergamasca, e in particolare gli scalvini non hanno mai dimenticato, una ferita mai chiusa. Novantadue anni dopo, un videomaker ha realizzato un bellissimo filmato unendo vecchio e nuovo, raccontando passato e presente della diga grazie anche a dei passaggi mozzafiato con un drone. Si chiama Guido Fly, e sul suo canale Youtube troverete molti video. Ma questo della diga del Gleno fa davvero venire i brividi.

Guido Fly - Diga del Gleno
https://youtu.be/ab6rOysE_ig

mercoledì 11 novembre 2015

Siamo vicini alla conclusione?

 
Parrebbe che il lungo calvario dei cittadini della Val Serina, sia giunto (quasi) al termine.
Con la posa ufficiale del cantiere per la ricostruzione del ponte, il penultimo atto della tragedia sembra abbia inizio. Penultimo perché manca ancora l’appalto della parte “sicurezza”, vale a dire la posa in opera del guard rail e la segnaletica stradale, opere che sembrano marginali rispetto alla messa in sicurezza del versante boschivo e alla ricostruzione del ponte, ma che riguardano l’effettiva conclusione del divieto di circolazione.
Ora c’è solo da sperare nella clemenza del tempo che, ci auguriamo, non imponga sospensioni e ritardi nelle opere murarie. Tempo che peraltro in questo periodo ha dimostrato molta benevolenza nei confronti dei residenti pendolari, lavoratori e studenti, che giornalmente si recano in Valle Brembana o nella Bassa.
Nell’intervista rilasciata al Quotidiano L’Eco di Bergamo, il Presidente della Provincia ha chiesto scusa ai valligiani per i disagi che hanno dovuto sopportare, tuttavia, e a ragione, sottolineando che i ritardi accumulati non sono certo da addebitarsi all’attuale gestione provinciale, in carica da solo otto mesi, bensì a quella precedente.
Da parte nostra aggiungiamo che l’errore principale della passata Amministrazione Provinciale sia stata quella di non aver preso in carico la parte riguardante i controlli idrogeologici e la bonifica della parete ammalo rata, ma di aver affidato tali incarichi all’Amministrazione Comunale di Serina, priva non solo di esperienza ma altresì di strutture tecniche all’altezza della situazione.
L’augurio sincero che possiamo esprimere allo stato dell’arte nei confronti dell’economia della Valle è quello che il turismo invernale si riprenda ciò che da quel famoso 2 dicembre 2013 gli è stato tolto.
Infine, crediamo sia un dovere ringraziare tutti coloro che tramite stampa o manifestazioni pubbliche hanno sempre mantenuto vivo il problema facendo pressione sull’opinione pubblica e sugli Amministratori affinché venisse risolta.
Gallicus


Ponte in Val Serina , via i lavori
Rossi: grazie ai residenti per la pazienza



Verrà allestito in questi giorni il cantiere per la ricostruzione del ponte in località Rosolo, sulla Strada provinciale 27 Val Serina, tra i Comuni di Costa Serina e Algua.
 

La Provincia ha consegnato i lavori all’impresa Cabrini Albino srl di Gromo, che si è aggiudicata l’appalto. I lavori dovrebbero concludersi nel mese di febbraio.
«Per la Provincia è una priorità poter ripristinare questa strada e porre fine ai disagi che tanti cittadini stanno vivendo» commenta il consigliere delegato alla Viabilità Pasquale Gandolfi. L’intervento, per una spesa complessiva di 305mila euro, è tra quelli previsti dal Pop approvato con il bilancio di previsione 2015 lo scorso 17 ottobre.

L’altro intervento previsto dal Pop per la SP 27, vale a dire il ripristino del tratto di strada danneggiata per il quale sono stati stanziati 150mila euro, è invece in fase di appalto e potrà iniziare non appena si concluderanno i lavori di consolidamento e messa in sicurezza della parete, che sono iniziati lo scorso maggio e dovrebbero concludersi a fine anno.
La SP 27 è stata chiusa a causa di una frana avvenuta il 2 dicembre 2013, quando 2mila metri cubi di roccia sono caduti danneggiando il ponte e un tratto di strada di 50 metri, principalmente a valle. I lavori di consolidamento della parete, un tratto lungo circa 200 metri, sono stati finanziati dalla Regione Lombardia per 1,2 milioni di euro al Comune di Serina in quanto capofila dell’intervento, mentre la Provincia ha contribuito prendendosi in carico la progettazione esecutiva e l’appalto del cantiere.

Soddisfatto il presidente della Provincia Matteo Rossi: «Ripartono finalmente i lavori in Val Serina: un problema irrisolto che avevamo ereditato, un impegno che ci eravamo presi appena eletti e una delle priorità del bilancio che abbiamo chiuso con molta fatica. Grazie ai cittadini della valle per l’enorme pazienza, so che i disagi sono stati veramente tanti. Noi ce l’abbiamo messa tutta e abbiamo sempre provato ad informare con trasparenza della situazione. Ora avanti per riaprire la strada quanto prima!».
L’Eco di Bergamo – 11 novembre 2015

domenica 8 novembre 2015

La “Cenerentola” delle Valli bergamasche.



Ebbene sì. Senza voler fare del facile campanilismo, bisogna ammettere che la Valle Brembana può essere definita la “Cenerentola delle Valli Bergamasche”.

Le infrastrutture, che sono la base fondamentale per l’economia di tutte le valli alpine, soffrono di carenze d’investimenti e, quando le briciole arrivano, sono soggette agli impicci burocratici e amministrativi che ritardano e vanificano gli sforzi degli Enti Locali vallari.
Partendo dall’arteria principale, quella che percorre l’intero fondovalle da Villa d’Almè a Lenna, soggetta da anni ai continui rinvii delle opere che dovrebbero agevolare il movimento di merci, lavoratori e, in genere, il turismo.

La tragicommedia della Variante di Zogno è il simbolo di una progettazione poco attenta, per non dire rovinosa, iniziata con appalti nati sotto la cattiva stella del “ribasso d’asta, che hanno prodotto nel tempo interruzioni ai lavori, richieste di aggiornamenti finanziari, rincorse alla ricerca di fondi che lo Stato ha elargito in altre Regioni lasciando la Lombardia in grosse difficoltà.
Le valli laterali, per la loro conformazione idrogeologica, sono in altrettanto affanno e rischiano a ogni piè sospinto, l’isolamento e la necessità d’interventi tampone senza, peraltro, mai riuscire a risolverli drasticamente: vedi la Valle Imagna la Val Taleggio e la Valle Serina.

L’incidenza di tali problemi è enorme proprio in un momento in cui l’economia ristagna e le attività medie industriali e artigianali sono costrette a mettere in campo azioni che influiscono sulla logistica, sui costi dei loro prodotti, e sull’occupazione.
Uno dei casi più eclatanti è la sistemazione, con la ricostruzione di un ponte, della Valle Serina in località Rosolo: due anni (e oltre) di chiusura di un’arteria aggirabile solo utilizzando percorsi che, per la loro dimensione, non tutti i trasporti su gomma possono utilizzare.

Per non parlare della Valle Imagna dove, nella zona di Ponte Giurino, il traffico è ancora obbligatorio a senso unico alternato a causa di una frana che si è ripetuta nel tempo e che non ha mai trovato una soluzione adeguata e definitiva.
Non destano, pertanto, meraviglia le notizie che danno la Valle Brembana come fanalino di coda nelle classifiche redatte sull’afflusso turistico nel corrente anno, grazie anche e in parte dovute alla cinghia di trasmissione dell’effetto Expo. Forse troppo enfatizzato, quest’ultimo, ma sicuramente, sia pure in minima parte coincidente con la bella e calda estate 2015.

Ora, se per alcuni problemi la situazione potrebbe risolversi nel giro di pochi mesi, per altre forse maggiormente onerose, i tempi rimangono molto lontani e con preoccupanti interrogativi sulle date finali.
In buona sostanza, la Cenerentola non ha ancora trovato il suo Principe Azzurro, anche se lo cerca disperatamente da tempo.
Gallicus


mercoledì 4 novembre 2015

L’hobby diventa lavoro. Debutta in Val Serina il mastro birraio donna.

Oltre il Colle. Marcella Dolci, ex impiegata trentenne, dopo quattro anni di prove fa le ricette, produce e vende da sola. Obiettivo, 300 bottiglie ogni settimana, di stile inglese.
La prima donna in Italia a potersi fregiar del titolo di nastro birraio fu, negli anni ’90, una milanese, poi trasferita in toscana.
Oggi anche la Val Brembana (Valle Parina, Ndb) ha la sua artista di luppolo e malti d’orzo, che fa tutto da sé. Si chiama Marcella Dolci, ha trent’anni: originaria di Costa Serina, da cinque anni abita ad Oltre il Colle dove, quest’estate, ha iniziato a presentare al pubblico le sue creazioni. Le prime quattro birre in stile inglese, con ricette e produzione sue.
Il birrificio si chiama Maga, acronimo delle montagne che circondano il paese.
Provincia bergamasca sempre più ricca di micro birrifici artigianali, quindi, dalla Bassa alle Valli, e ora anche le donne si fanno avanti in un mondo generalmente maschile. E la Valle Brembana ancora una volta fa da maestra: a Sedrina, storicamente, nacque il primo birrificio artigianale orobico, e oggi la terra del Brembo può vantare una delle produzioni più note e premiate, quella del “Via Priula” di San Pellegrino.
Birra con acqua d’alta quota quella di Zambla Bassa di Oltre il Colle – siamo a mille metri – visto che la “mastra birraia” ha deciso di avere un laboratorio suo.
 “Iniziò con passione mio marito Ivano (Tiraboschi, Ndb) una quindicina di anni fa – ricorda Marcella – con i kit per le produzioni fatte in casa. Ma niente di più, tutto restava nell’ambito familiare e nel passatempo. Poco alla volta mi sono appassionata anch’io. Nel 2011 ho iniziato le prime sperimentazioni, ho iniziato a studiare, a ricercare tutto da sola. Quando nel 2013sono rimasta senza lavoro (facevo l’impiegata ad Algua), ho deciso di lanciarmi nella produzione. Così l’anno dopo mi sono attivata per avere un impianto vero e proprio. I costi di quelli già pronti sono però altissimi, così sono riuscita a farlo costruire ad alcuni artigiani della valle, riuscendo a contenere i costi.”
Nacque così il Maga Brevery, dove Maga è acronimo delle quattro montagne di Oltre il Colle (Menna, Arera, Grem, Alben), un segno del primo legame con la propria terra.
Per il resto, a parte l’acqua (che costituisce comunque la maggior parte della birra) non ci sono ancora altri ingredienti vallari. Questa estate ci sono già state le prime uscite durante alcune manifestazioni (l’ultima domenica scorsa alla Festa d’Autunno della Pro Loco) e i primi contatti con bar e locali. “Sto cercando di farmi conoscere – continua Marcella – grazie a fiere ed eventi. L’obiettivo è quello di produrre circa 160 – 170 litri a settimana, quindi intorno alle 300 bottiglie”
“Ci vogliono tempo, passione e pazienza – prosegue la mastra birraia -. Molti si stupiscono che una donna possa fare questo mestiere, ma l’importante è che piaccia. E a me dà grandi soddisfazioni. Il marito? No, lui ha smesso di fare birra con il kit. Ora assaggia solo la mia”.
Giovanni Ghisalberti
L’Eco di Bergamo – 4 novembre 2015

martedì 3 novembre 2015

Ennesima “tegola”

 

Ponte di Rosolo, cantiere rinviato

Inizio lavori rinviato. Mancano documenti. Ieri era la data prevista dalla Provincia per l’avvio del cantiere per la ricostruzione del ponte di Rosolo, in Val Serina, distrutto dalla frana del dicembre 2013.
Ma l’intervento è stato rinviato. “Mancano ancora dei documenti e non abbiamo ancora una data per l’avvio”, dicono dall’Impresa Cabrini di Gorno che si è aggiudicata i lavori. “Dovrebbero comunque iniziare quanto prima”, aggiunge il consigliere provinciale delegato alla Viabilità Pasquale Gandolfi.
L’intervento, finanziato dalla Provincia, rappresenta naturalmente un passo fondamentale per la riapertura della strada provinciale della Val Serina, chiusa da due anni. I lavori di bonifica e posa delle reti di protezione lungo la strada sono ormai conclusi. Al ripristino della viabilità mancano sia la ricostruzione del ponte di Rosolo, sia altri lavori finali della strada.
Secondo la tempistica della Provincia la strada potrebbe riaprire a senso unico alternato entro fine anno e, completamente, a inizio 2016.
Salvo ulteriori imprevisti!

L’Eco di Bergamo – 3 novembre 2015

sabato 31 ottobre 2015

Zinco a Oltre il Colle. Dalle prime ricerche riemergono i minerali.



La società australiana ha iniziato gli scavi “ Previsione confermata, c’è ancora tanto da sfruttare”. Si lavora a un nuovo tunnel. Già 400 richieste di lavoro.
Zinco e piombo ci sono. In gran quantità, come previsto: Le prime indagini effettuate dalla Egergia Minerals a Zorzone di Oltre il Colle, sotto il monte Arera, stanno dando i risultati auspicati.
Il minerale ancvora da estrarre è stato trovato. Ma siamo all’inizio. Il progetto di riapertura delle storiche miniere della Val Parina (Oltre il Colle) e della Val del Riso (Gorno), chiuse dal 1982, è lungo e siamo solo alla prima fase, quella della messa in sicurezza delle gallerie a Cà Pasì di Zorzone e alla ricerca di zinco e piombo.

In campo la società australiana Energia Minerals, pronta ad investire 50 milioni di euro: le ultime tre grandi miniere del mondo, in Australia, Namibia e Irlanda, tra poco chiuderanno, esaurite, e quella di Oltre il Colle potrebbe, quindi, rivelarsi una miniera anche in termini economici. Grazie al ralzo previsto del costo proprio dello zinco.
“I carotaggi che stiamo effettuando da circa tre mesi – spiega il responsabile di Energia Minerals Italia Marcello De Angelis – hanno confermato la presenza di galena e blenda, i minerali che costituiscono piombo e zinco: I dati sono quindi incoraggianti, come previsto. A breve, una volta ottenute tutte le autorizzazioni, avvieremo la costruzione della nuova discenderia (tunnel che sarà lungo circa 700 metri) che ci consentirà di fare sondaggi ancora più approfonditi. Un lavoro di esplorazione che proseguirà almeno fino all’inizio del prossimo anno”.

L’intervento in corso ha un costo di 4,3 milioni di euro e comprende messa in sicurezza degli accessi al tunnel, quindi i relativi sondaggi di ricerca del minerale per circa 6000 metri; complessivamente saranno fatti 120 fori, con profondità variabile anche oltre i cento metri.
Il 2016, una volta raccolti i dati dei carotaggi, sarà invece dedicato alla stesura del piano di fattibilità di estrazione, anche da un punto di vista economico. Contemporaneamente saranno portate avanti le richieste di autorizzazione per i lavori di estrazione vera e propria, prevista dal 2017.

Intanto, in Comune, si raccolgono le richieste di lavoro, “Finora ne saranno arribvate almeno 400 – dice il sindaco Valerio Carrara – e anche i lavoratori presenti ora in paese stanno creando un buon indotto”.
Giovanni Ghisalberti
L’Eco di Bergamo – 31 ottobre 2015

martedì 27 ottobre 2015

Sbloccati i fondi: iniziano i lavori per il ponte franato.


 
Provinciale chiusa da due anni: conclusa la bonifica della roccia. Dal 2 novembre il cantiere. “Se il tempo tiene, senso alternato per Natale”.
Il prossimo lunedì 2 novembre saranno trascorsi 23 mesi dalla frana, quasi due anni.

La data è quella prevista e annunciata dalla Provincia per l’avvio del cantiere che consentirà la ricostruzione del ponte di Rosolo di Serina, semidistrutto dalla frana che cadde il 3 dicembre 2013.
Da allora la strada provinciale di fondovalle è chiusa, uno stop che costringe a tragitti alternativi lunghi e tortuosi e ha messo in grosse difficoltà piccole e grandi aziende della valle, a iniziare dalla Serbaplast di Serina (che in queste settimane sta lavorando a Zogno per portare nell’ex Miti magazzini e logistica).

Danneggiando anche l’attività turistica, soprattutto quella estiva, e creando disagi a pendolari e studenti.
Cantiere da 305 mila euro.
Dal maggio scorso, grazie a un milione e 200 mila euro di fondi regionali si sono avuti i lavori di bonifica e messa in sicurezza (tramite reti) della parete rocciosa sulla strada provinciale. Intervento ormai concluso che, quindi, consentirà l’avvio del cantiere per la ricostruzione del ponte sottostante di Rosolo, danneggiato dalla frana di due anni fa.
“Abbiamo accelerato i tempi, di fatto assegnando due mesi fa i lavori all’Impresa Calabrini di Gorno – spiega il consigliere delegato della Viabilità Pasquale Gandolfi – ma serviva lo sblocco dei fondi già stanziati (305 mila euro per la ricostruzione del ponte e 150 mila euro per la sistemazione della strada) con l’approvazione del bilancio provinciale e il decreto del Presidente della Regione. L’ok di questi ultimi passaggi ci consente di dare il via libera definitivo all’Impresa.
La previsione è di allestire il cantiere questa settimana quindi avviare i lavori settimana prossima, dal 2 novembre”.
Reti di protezione sulla roccia.
A quel punto l’intervento dovrebbe concludersi nell’arco di due mesi, con un’appendice a inizio 2016 per le ultime “rifiniture”.
“Molto dipenderà dalle condizioni meteo – prosegue Gandolfi – ma pensiamo di poter concludere la ricostruzione del ponte entro Natale e, quindi, riaprire la strada per le vacanze, almeno a senso unico alternato. Poi, entro fine gennaio, con gli ultimi lavori di sistemazione, si pensa di arrivare all’apertura definitiva della strada provinciale”.
O lavori ormai conclusi della prima fase hanno consentito di posare barriere paramassi e reti metalliche oltre che demolire i massi più pericolosi su tutto il versante roccioso già ripulito dalle piante nel 2014

Durante questi mesi è stata “alleggerita” di circa 800 metri cubi di materiale anche la sommità del Gendarme, l’enorme roccia che si affacciava sul tracciato della strada.

Giovanni Ghisalberti

L’Eco di Bergamo – 27 ottobre 2015

domenica 18 ottobre 2015

Il nuovissimo paravalanghe alla Plassa


Come avevamo promesso e grazie al servizio fotografico di Marco & Gina (camminandopermonti.it) e contemporaneamente pubblicato anche dal Portale di Oltre il Colle, siamo in grado di pubblicare le immagini del nuovo paravalanghe lungo la strada che da Zambla Alta porta alla località Plassa periodicamente chiusa, nel periodo invernale, a causa dell'immancabile caduta, dal canalone del Monte Grem, di una slavina.



Negli scorsi anni, l'interruzione della viabilità ha causato notevoli danni sia ai proprietari dell'oltre centinaio di appartamenti situati in tale località, sia all'afflusso di turisti e villeggianti diretti al  Camping Arera e al Rifugio 2000.


Con quest'opera non solo vengono ripristinati gli altrui diritti ma si amplia l'opportunità di un ulteriore sviluppo turistico invernale sulle pendici del Monte Arera.


Il sindaco Carrara ha mantenuto una delle sue promesse fatte in periodo elettorale e doverosamente gliene rendiamo atto.

La Redazione

martedì 29 settembre 2015

Sull’imprudenza in montagna stangata da mille euro all’ora


La Regione fissa le tariffe, ma mancano i criteri.
Polemico il Soccorso alpino
Elia Ranza, da Fino del Monte, è uno abituato al vuoto. Operaio in una ditta di coperture, da 41 anni è volontario del Soccorso alpino e oggi referente per Bergamo. Per lui non esiste che l’elicottero costi più di un soccorritore: «Dovrebbe essere il contrario — afferma —. I miei uomini lavorano gratis, ma nei boschi possono anche rischiare la vita». Venerdì la giunta regionale ha approvato le tariffe sul soccorso a pagamento, integrazione della legge varata a marzo. Ora per passare dalla delibera ai fatti serve il via libera di commissione e consiglio, ma soprattutto che Areu (Agenzia regionale emergenza e urgenza) e Soccorso alpino stabiliscano i criteri dell’imprudenza.

In attesa di capire esattamente chi pagherà cosa, per ora insomma è chiaro il «quanto». Chiunque in montagna chieda di essere soccorso «nei casi in cui non sussista la necessità di accertamento diagnostico o di prestazioni sanitarie presso un pronto soccorso» sarà chiamato a pagare fino alla metà della spesa prevista per le varie tipologie di intervento. Il conto sarà calcolato a minuti sulla base di tariffe orarie. Per un mezzo di soccorso base (ambulanza con soccorritori certificati e autista) si è stabilito un costo di 56 euro all’ora, che passano a 70 euro nel caso in cui a bordo ci sia anche un infermiere e a 115 con il medico. Per le squadre a terra del Soccorso alpino sono invece 95 euro, mentre per l’elisoccorso si sale a 1.500 euro. «La quota massima richiesta — precisa il consigliere regionale Lara Magoni (lista Maroni presidente), che della legge è stata la relatrice — sarà quindi di 780 euro all’ora per evento». Il 30% in meno o in più a seconda che il finto ferito sia lombardo o abbia tenuto un comportamento imprudente. «Chiunque ha diritto a essere soccorso — spiega Magoni —, con questa legge vogliamo rieducare al senso civico e al rispetto. Ne beneficeranno tutti. Non esiste che l’elicottero esca perché c’è un gruppo di ragazzini stanchi, come è capitato quest’estate». In base ai dati di Areu sono circa il 5% le uscite per soccorsi inutili. Un esempio, invece, di imprudenza? «Chi provoca valanghe».

«Non abbiamo ancora ricevuto nessuna comunicazione — dichiara Oliviero Valoti, responsabile della base del 118 all’ospedale Papa Giovanni XXIII —. Prima che la tariffe entrino in vigore bisognerà definire i criteri, e non sarà semplice». Valoti aveva fatto già notare che «basta avere bisogno del pronto soccorso per non pagare nulla, ma non è detto che chi si ferisce non sia stato imprudente». Il più critico, comunque, è Ranza: «Sarebbe stato meglio fare pagare un ticket a tutti — commenta —. Trovo intollerabile che l’elicottero costi 1.500 euro e le squadre di terra 95. Hanno tenuto conto solo del valore economico, non della nostra esperienza o dei rischi che corriamo».

di Maddalena Berbenni
Corriere della Sera – 29 settembre 2015


sabato 26 settembre 2015

Dalla Regione solo 3 milioni

«Subito il ponte della Val Serina»
 




In Via Tasso ne aspettavano sette, Rossi: «La priorità è riaprire la strada interrotta dalla frana. Poi, asfaltature e lavori nelle scuole». Boccata di ossigeno in arrivo dalla caserma
In Via Tasso si aspettavano sette milioni, ma alla fine ne sono arrivati tre, meno della metà. Ieri dal Pirellone è giunta l’ufficialità sulle risorse extra che la Regione – come anticipato qualche settimana fa dal governatore Roberto Maroni durante una visita a Bergamo – metterà subito a disposizione della Provincia. Ora l’ente di via Tasso ha in mano l’ultimo tassello mancante per definire il bilancio di previsione, che verrà discusso il 17 ottobre alla presenza dei sindaci del territorio. Di certo però il tesoretto non è quello sperato, con Maroni e l’assessore regionale al Bilancio, Massimo Garavaglia, che si erano presi qualche giorno di riflessione prima di definire la cifra.

«Subito il ponte della Val Serina»
Difficile capire quanto, nel taglio per Bergamo, abbia pesato l’annuncio dato nei giorni scorsi dell’assessore all’Infrastrutture, Alessandro Sorte, sulle nuove risorse stanziate dal Pirellone per completare la variante di Zogno: di certo c’è che la lista degli interventi in programma, in via Tasso, ora dovrà necessariamente essere dimezzata. «Ora metteremo in fila le opere da realizzare», spiega il presidente

Matteo Rossi, che sulla priorità assoluta non ha dubbi: «Per prima cosa vogliamo concludere il ponte di Serina. Poi abbiamo in cantiere lavori di asfaltatura sulle strade, in particolare nelle valli, e nelle scuole». Una parte delle risorse verranno poi messe a disposizione dell’assistenza e per il trasporto scolastico dei disabili, che la Provincia anticiperà in attesa dell’erogazione di un finanziamento straordinario per il Lavoro (dei 91 milioni che finiranno a pioggia sul territorio nazionale a Bergamo ne spetterà circa uno) che verrà dirottato proprio su questa voce.

Caserma a un passo dalla vendita
Intanto, mentre ieri un decreto del Dipartimento degli Affari interni del Viminale ha ufficializzato 1,99 milioni di sanzione per aver sforato il patto di stabilità interno nel 2014 («Ce lo aspettavamo, è un fardello che ci trasciniamo dietro da tempo», commenta Rossi) arrivano buone notizie sul fronte alienazioni. Sembra infatti in dirittura d’arrivo la trattativa per la vendita della caserma dei carabinieri di Serina, di proprietà provinciale, alla finanziaria pubblica Invimit, che lo Stato ha incaricato di acquisire alcune proprietà per cui oggi paga l’affitto: in via Tasso dovrebbe arrivare così una boccata d’ossigeno stimata tra i cinque e i sette milioni. Le parti sono vicine, con l’operazione che dovrebbe concludersi nelle prossime settimane.

Fabio Spaterna
Corriere della Sera - 26 settembre 2015

Siete inesperti e vi perdete in montagna? Ora il soccorso diventa a pagamento



Vi perdete in montagna perché siete poco pratici? Se fate scattare i soccorsi dovrete anche pagarli. 

La Giunta regionale ha approvato il piano tariffario di compartecipazione alla spesa del soccorso a carico dell’utente nei casi in cui «non sussista la necessità di accertamento diagnostico o di prestazioni sanitarie presso un pronto soccorso». In caso di comportamento imprudente, poi, viene applicata una maggiorazione del 30%.

Il provvedimento, approvato su proposta del governatore Roberto Maroni, indica i costi orari dei vari interventi. Per un mezzo di soccorso di «base» (ambulanza con soccorritori certificati di cui un autista) la compartecipazione è di 56 euro all’ora; per un mezzo di soccorso

«intermedio» (ambulanza con infermiere e autista-soccorritori certificati) 70 euro e per uno di soccorso «avanzato» (ambulanza con autista-soccorritore certificato, medico e infermiere) 115 euro  all’ora.

La quota oraria di compartecipazione a carico dell’utente viene parametrata in base ai minuti di effettivo impegno della risorsa. La quota massima esigibile dall’utente, comunque, è di 780 euro per evento. È prevista una riduzione del 30% a favore dei residenti in Lombardia.

Adesso la commissione regionale competente fornirà il suo parere non vincolante sul tariffario. Per la consigliera Lara Magoni «non si vuole castigare le persone ma a renderle più responsabili».

L'Eco di Bergamo - 26 settembre 2015

giovedì 24 settembre 2015

Una lupa in Val Parina ?

I cacciatori: c’è una lupa a Lenna
«Lo confermano foto e indizi»

Foto de L'Eco di Bergamo

Ma la Regione frena: per essere certi servono tracce biologiche. Fotografata con un cucciolo: nella zona resti di tre camosci con le ossa rotte.

È un lupo o un cane randagio? Per chi è riuscito a catturarne l’immagine tramite una fototrappola e anche per altri cacciatori – a quanto pare esperti – con buone probabilità si tratta proprio di un lupo, il predatore che già da alcuni anni è ricomparso sull’arco alpino centrale.

La Regione, però, frena: «Difficile dirlo, potrebbe essere un cane randagio – spiega Elena Tironi della direzione generale Sistemi verdi e Paesaggio della Regione Lombardia –. Servono delle tracce biologiche che, al momento, non abbiamo trovato».

Dunque niente lupo? Alcuni cacciatori però insistono, a partire da chi, grazie a una fototrappola installata da ormai un anno in zona monte Ortighera-Val Parina (territorio di Lenna), è riuscito a fermare l’immagine del presunto lupo. Più foto, in cui si vede anche l’animale con un cucciolo. Si tratterebbe, quindi, di un’esemplare femmina.

«Tengo la fototrappola per passione da circa un anno – spiega Pietro Albano di San Pellegrino, cacciatore – e nelle foto, oltre a ungulati vari, mi sono trovato anche quello che potrebbe essere veramente un lupo. Non sono state trovate tracce biologiche, è vero, ma ci sono indizi che portano a lui». Altri indizi? «Nella stessa area ho trovato i resti di tre camosci sbranati – continua il cacciatore – con le ossa spezzate, cosa che riesce a fare solo un lupo, non un cane randagio».

L’Eco di Bergamo - 24 settembre 2015

mercoledì 23 settembre 2015

1 dicembre 1923: il disastro del Gleno


L’orso torna in Val Brembana: avvistato «Immobile a 20 metri da noi, ci fissava»



A un anno di distanza dalle ultime segnalazioni l’orso è tornato a farsi vivo nella Bergamasca, in particolare in Val Brembana.

L’avvistamento lunedì 21 settembre, intorno alle 23,30, da parte di due ricercatori di tartufi di Bergamo, Andrea Massara e Antonio Maccarini. Insieme ai cani (due lagotti) stavano perlustrando una zona nota, vicino alla Corna Bianca di Cornalba, frequentata dai climber. Era notte e il loro cammino era illuminato dalle lampade frontali.
«Era a una ventina di metri – raccontano nell’articolo di Giovanni Ghisalberti su L’Eco di Bergamo del 23 settembre – ci fissava, probabilmente abbagliato dalle nostre lampade frontali. Impossibile confonderlo con un altro animale, anche se c’era buio: la sagoma, la testa, era chiaramente quella di un orso».
L’Eco di Bergamo – 23 settembre 2015