mercoledì 29 aprile 2015

L’orso M25 scomparso misteriosamente

Un mese senza segnale dal radiocollare


«Le ricerche continuano senza sosta. Ma, a oggi, purtroppo hanno dato tutte esito negativo». L’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi non nasconde la propria preoccupazione sul destino di M25, il giovane orso di 4 anni, di cui si sono perse le tracce da ormai un mese.  

L’ultimo segnale mandato dal radiocollare risalga al 29 marzo, in località Stazzona di Villa di Tirano (Sondrio). «Da allora più nulla - aggiunge l’assessore -. Siamo davvero preoccupati; tutto questo non è normale. Non abbiamo elementi certi, ma non possiamo nemmeno scartare alcuna ipotesi. La mancanza di tracce è misteriosa, soprattutto se si pensa che l’orso è giovane, in salute e in cerca di cibo dopo il lungo letargo». «Spero - confida Terzi - che si riesca nelle prossime ore a trovare una traccia di M25. E capire cosa sia realmente successo. Ma le speranze sono decisamente ridotte».
«Come Regione - ricorda ancora l’assessore - negli ultimi anni abbiamo lavorato molto per la reintroduzione dell’orso e del lupo insieme ai territori confinanti. Proprio nell’ottica di gestire al meglio la presenza di questa specie e trovare soluzioni di possibile convivenza con le attività umane - Regione Lombardia, tra il 2010 ed il 2014, ha partecipato con altri 9 partner al progetto “Life Arctos”, un progetto finanziato dalla Commissione europea e dedicato alla gestione dell’orso bruno. Progetto che ha portato a investire fino a oggi circa 800.000 euro, di cui circa 560.000 euro di fondi Ue assegnati alla Lombardia».
«Grazie a questo progetto - specifica Terzi - Regione Lombardia ha definito procedure coordinate a livello regionale e ha potuto mettere in campo azioni concrete, quali la definizione di strumenti per il monitoraggio, eventuali interventi di gestione di emergenze (in Lombardia sono stati formati e dotati di idonea strumentazione 120 persone afferenti al personale del Corpo Forestale dello Stato e Polizie provinciali); l’organizzazione di iniziative rivolte alle popolazioni locali, turisti e scuole per dare informazioni sulle caratteristiche della specie e sulla reale pericolosità nei confronti dell’uomo». 
«Ancora - annota l’assessore - si è provveduto alla distribuzione di recinti elettrificati in comodato d’uso gratuito a protezione di bestiame ed apiari; al coinvolgimento di alcune aziende agricole nella sperimentazione dei sistemi di gestione del bestiame in alpeggio in presenza dell’orso; alla definizione di una procedura uniforme sul territorio regionale per l’indennizzo di eventuali danni provocati dall’orso; e infine l’utilizzo del numero 1515 del CFS quale numero per le segnalazioni di presenza dell’orso».
«Iniziative, queste, rese possibili - conclude Terzi - grazie all’aiuto dei diversi Enti interessati (le Province di Bergamo, Brescia, Sondrio e Lecco e i Parchi dello Stelvio, Adamello, Alto Garda Bresciano, Orobie bergamasche e Orobie valtellinesi e il Corpo Forestale della Stato) e al coordinamento messo in atto da Regione Lombardia».
Tutte attività che continueranno nel futuro. Nel frattempo la polizia provinciale di Sondrio sta preparando un’informativa per la procura valtellinese, che valuterà la possibilità d’intervento dell’autorità giudiziaria.
L’Eco di Bergamo – 29 aprile 2015