venerdì 3 luglio 2015

Serbaplast chiude lo stabilimento di Zorzone a Oltre il Colle.

“Colpa della strada inagibile da 20 mesi”



Resta aperta la Sede dell’Azienda a Serina, ma la logistica di trasferirà a Zogno dall’anno prossimo.
Il percorso alternativo più lungo e tortuoso. Il titolare: “Con i soldi spesi avremmo pagato la messa in sicurezza.”

“In questi venti mesi, a causa del blocco stradale e dei chilometri supplementari, abbiamo perso centinaia di migliaia di euro. I calcoli che abbiamo fatto nei giorni scorsi fanno paura.
Coi soldi buttati via avremmo pagato noi l’intervento di messa in sicurezza della strada. Ormai non possiamo più andare avanti così. Chiudiamo la sede di Oltre il Colle ed, entro inizio 2016, trasferiremo tutta la logistica dell stabilimento di Rosolo bell’ex Miti di Zogno, acquistato un anno fa.”

Ubaldo Balzi, titolare della Serbaplast di Oltre il Colle – Serina, leader della costruzione d’infissi e serramenti in pvc dal 1984, è amareggiato e arrabbiato. La sua Azienda dà lavoro complessivamente a 65 persone della valle, nelle sedi di Zorzone di Oltre il Colle (dove c’è anche l’altro ramo aziendale, la Elan, con 8 dipendemti) e a Rosolo di Serina, proprio nei pressi della frana, ma a monte.

E’ la principale azienda della Valle Serina e da anni lui è riconosciuto, apprezzato e premiato per il carattere combattivo, per la sua testardaggine contro tutto e tutti nel voler rimanere con l’azienda in montagna.. Ma ora dice: “anche noi siamo costretti a lasciare, ad andarcene.”

Da quando, a inizio dicembre 2013, la strada provinciale della Valle Serina è stata chiusa per la frana, sono iniziate le difficoltà, nonostante investimenti e un mercato che rispondeva. Difficoltà legate a una strada alternativa molto più lunga: strada che passa da Bracca, Frerola e Pagliaro, ma nelle prime settimane per girare alcuni mezzi pesanti dovevano salire fino a Serina. Una strada tortuosa, non percorribile da alcuni mezzi se non con grandi disagi, tanto che molti autotrasportatori attendono il carico ad Ambria. E’ stato così necessario istituire anche una spola per i trasporti con la sede di Rosolo.

I tempi di riapertura della strada provinciale, inizialmente annunciati come celeri, o comunque entro il 2014, si sono via via prolungati fino a restare nell’incertezza ancora pochi mesi fa. Ora la data prevista è entro fine anno, inizio 2016, sempre che i fondi per la ricostruzione del ponte siano confermati e trovati. 

“Non possiamo più attendere – dice Balzi – non vediamo l’apertura neppure entro la fine di quest’anno. Un anno fa avevamo acquistato lo stabile della ex Miti di Zogno (nei pressi dell’ex statale in via Locatelli, ndr) senza stabilire i tempi di un eventuale trasloco della parte logistica. Ieri (mercoledì per chi legge, ndr) abbiamo deciso: non possiamo permetterci più di buttare via inutilmente altro tempo e centinaia di migliaia di euro per un trasporto supplementare di chilometri e chilometri. Con i soldi spesi finora io avrei già rimesso in sesto la strada. 

Entro inzio 2016 trasferiremo a Zogno la parte logistica, magazzino, carico e scarico della produzione. Ora siamo veramente in difficoltà. Il mercato è più povero e non possiamo continuare così. Partiremo a breve con la ristrutturazione dell’immobile di Zogno (7000 metri quadrati di superficie, ndr) che dovremmo concludere entro l’anno. Dal 2016, quindi, chiuderemo la Sede di Serbaplast a Oltre il Colle, i 13 dipendenti andranno a Rosolo di Serina. Resterà, invece, la Elan con i suoi otto dipendenti. A Zogno trasferiremo cinque dipendenti. Questa storia è assurda. Sono trascorsi ormai venti mesi. Più che la frana è colpa della burocrazia”.

“Purtroppo iniziamo anche noi i trasferimenti verso il fondovalle”, conclude con una voce da cui traspare grande amarezza e quasi un senso d’impotenza.

Ancora una volta sono la pessima viabilità e le lungaggini a danneggiare l’economia della Valle Brembana e della montagna. Balzi, come già più volte da lui sostenuto, avrebbe potuto lasciare la valle da anni, ma per anni ha combattuto per dare un futuro alla Valle Serina, legato come è sempre stato alla sua terra d’origine. Di fronte e 20 mesi (in previsione saranno almeno 25) di blocco della strada principale ha dovuto gettare la spugna anche lui.


Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo  3 luglio 2015

Operai appesi ad altezze vertiginose

I lavori nella zona della frana di Rosolo



Stanno proseguendo da circa due mesi in Val Serina - con operai appesi ad altezze vertiginose - i lavori di consolidamento della parete interessata dalla frana che ha tagliato in due la valle.  

La frana è infatti lunga circa 200 metr. La Provincia si è presa in carico la progettazione esecutiva e l’affidamento dell’appalto. I soldi necessari, 1 milione e 200mila euro, sono stati finanziati dalla Regione Lombardia al Comune di Serina in qualità di ente capofila dell’intervento.

Giovedì è stato effettuato un sopralluogo: il presidente della Provincia Matteo Rossi, accompagnato dai tecnici del Settore Viabilità, si è recato in visita al cantiere dove si lavora alla messa in sicurezza della SP 27, che dal dicembre 2013 è interrotta nella località Rosolo, Comune di Costa Serina. All’incontro sono stati invitati i rappresentanti del comitato di cittadini che sta seguendo da vicino l’iter di rispristino della strada.

Una volta completata la messa in sicurezza del primo tratto, quello immediatamente a ridosso del ponte che è stato reso inagibile dalla frana, la Provincia potrà procedere con il ripristino del ponte per il quale ha stanziato 305 mila euro, e per cui procederà con la gara d’appalto.    
    
Il nodo più importante da risolvere per via Tasso è tuttavia legato alla possibilità di chiudere il bilancio di previsione 2015: «Siamo fortemente impegnati in questo senso - ha assicurato il presidente Rossi - chiudere il bilancio è fondamentale per garantire la sopravvivenza della Provincia e la messa in atto di tutta una serie di azioni fra le quali questo intervento è una priorità. I soldi ci sono, vogliamo arrivare al risultato a tutti i costi, sempre seguendo il metodo del dialogo e della condivisione con i sindaci e con tutti i soggetti interessati».


L'Eco di Bergamo - 3 luglio 2015