giovedì 20 agosto 2015

Gorno apre la via per il turismo . Viaggio nei secoli tra le miniere

Il Comune ha acquisito a costo zero il villaggio minerario di Campello, insieme alla quasi totalità della laveria di Riso. Si lavora perché il recupero possa richiamare in Valle del Riso i turisti.
 

«L’idea è di recuperare tutte le lavorazioni possibili a scopo esemplificativo, così che a Gorno si possa viaggiare attraverso il tempo e le lavorazioni», sintetizza il sindaco Valter Quistini.
 

I passi sinora fatti vanno in questa direzione: «La riqualificazione di Costa Jels, da anni meta di visitatori che possono entrare nei cunicoli - spiega Quistini, figlio di minatori, nato in Belgio e vissuto a Charleroi fino a 10 anni -, poi la realizzazione del Museo etnografico che riunisce intorno a sé una cinquantina di guide, l’archivio nel frattempo allestito e, ora, l’acquisizione del villaggio minerario di Campello e della laveria a flottazione di Riso di Gorno».
 

di Marta Todeschini su L’Eco di Bergamo  20 agosto 2015
 

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Ma ancora una vota non si parla dei riflessi su un altro bene prezioso: l’acqua della Nossana.
 
 
 
Questa la “copertina” de L’Eco di Bergamo di giovedì 20 agosto 2015. All’interno del Quotidiano locale, due pagine sono dedicate all’argomento che ricordando il “futuro industriale” dell’estrazione del minerale dalle gallerie della Val Parina, continua con l’intervista al sindaco di Gorno, Valter Quistini, che evidenzia il “futuro turistico” della zona mineraria della Val del Riso.
 

In buona sostanza l’amministratore pubblico delinea un progetto di sfruttamento turistico  che partendo da ciò che attualmente esiste nella valle (visita ad alcune miniere di Costa Jels, al Museo minerario e all’Ecomuseo di Gorno), si dovrebbe aggiungere il recupero del Villaggio minerario di Campello, rilevato dall’Amministrazione Comunale di Gorno a costo zero, composto dalla casa del direttore, in stile inglese, la palazzina degli uffici, ora senza tetto, lo spaccio aziendale della Sapez e l’autorimessa con il tetto in ardesia.
 
 
Il complesso è tuttora visibile perché attraversato dalla Prealpina Superiore, la strada che conduce al Passo di Zambla. Inoltre, a fondo valle, da recuperare, ci sarebbe pure una parte della vecchia laveria, anch’essa rilevata dal Comune di Gorno a costo zero.
 
 
L’ambizioso progetto, che comunque per partire ha la necessità di rilevanti finanziamenti, dovrebbe costituire un museo a cielo aperto a testimonianza della “vocazione mineraria” della valle nei secoli scorsi.
 

Nell’intervista il Sindaco di Gorno aggiunge:” … perché non fare di questo sito un museo a cielo aperto (vabbè, anche sottoterra) con vetrine che si aprono – possibilità unica in Europa – sulle diverse epoche e lavorazioni, magari già mentre gli australiani saranno al lavoro, mostrando in diretta quanto avviene oggi, nel Ventunesimo secolo? L’idea di recuperare tutte le lavorazioni possibili e scopo esemplificativo, così che a Gorno si possa viaggiare attraverso il tempo e le lavorazioni.”
 

E più avanti aggiunge: “… Certo per recuperare la laveria e darle una veste museale. Lì ci sono gli spazi per l’ecomuseo e l’archivio – è caccia ai fondi: Regione Lombardia e Fondazione Cariplo sono già state contattate. E pure Energia Minerals, si gli australiani . A loro abbiamo sempre ribadito tre punti: ambiente, perché la zona ha già dato; ritorno occupazionale in zona; continuo coinvolgimento delle Amministrazioni che si susseguiranno sull’evoluzione delle miniere. Loro faranno business, noi il nostro,”
 

Manca un quarto e indispensabile punto: La sicurezza che sia tutelato il patrimonio idrico che viene utilizzato sia dagli abitanti della Val del Riso, sia da quelli che sono serviti dalle sorgenti della Nossana e che non venga contaminato da scarichi di fanghi e/o residui di scavi minerari.
 

Su questo fondamentale argomento anche il Quotidiano bergamasco non si è mai interessato e nemmeno la giornalista, che ha scritto l’articolo odierno, si è presa l’onere di chiedere lumi al Sindaco Valter Quistini.
 
 
Dimenticanza per ignoranza (nel senso che non conosce il problema sollevato dai residenti della Val del Riso) o argomento pruriginoso per l’Amministratore al termine del mandato (la prossima primavera rinnovo del Consiglio Comunale di Gorno)?
 

Gallicu