Turismo e meteo

Altro "colpo" per il turismo nella
Conca di Oltre il Colle.
 

Gestione in rosso del centro sciistico. Lo sci club abbandona.

Altro duro colpo al turismo invernale nella Conca di Oltre il Colle, troppi debiti accumulati dallo sci club Val Serina, determinano l'abbandono della gestione del centro sportivo, anello di sci di fondo e piste di discesa della Conca dell'Alben.
I debiti accumulati assommano a 56 mila euro, comprensivi dei 16 mila dell'ultima stagione. Tutto questo nei tredici anni, non consecutivi, in cui lo sci clab ha gestito le piste e gl'impianti di risalita.
Il Presidente, Paolo Maurizio, ha chiarito che tali perdite sono state in parte ripianate grazie agli sponsor e ad altre iniziative, ma che non sono state sufficienti per rimettere in sesto il bilancio. Anche i contributi dei due comuni, Serina ed Oltre il Colle, scesi negli ultimi due anni, rispettivamente a 4 mila per Serina e 4500 per Oltre il Colle, sono risultati insufficienti rispetto ai 20 mila elargiti negli anni precedenti, per cui la decisione assunta pare irrevocabile.
Anche il sindaco di Serina, Giovanni Fattori, ritiene che anche l'aumento dei contributi sarebbe insufficiente per risolvere il problema, anche se non esclude la possibilità di consultare il Commissario prefettizio di Oltre il Colle (ricordiamo che quest'ultimo comune non ha eletto il Sindaco), per trovare una soluzione a medio e lungo termine per la realizzazione di un impianto d'innevamento artificiale che permetta, anche in caso di scarse precipitazioni nevose, di poter offrire agli appassionati l'opportunità di frequentare le belle piste della Conca.
La convenzione sarebbe scaduta il prossimo anno, ma la crisi finanziaria ha consigliato lo sci club di anticipare a questa stagione invernale lo scioglimento del vincolo contrattuale.
Il Presidente Paolo Maurizio, anche se con scetticismo circa una soluzione positiva, ha espresso la volontà di attendere sino al 30 agosto eventuali proposte alternativa, prima di provvedere allo smantellamento del materiale di proprietà.
Scetticismo non ingiustificato.
Gallicus
 
 
 
 
 
 
 
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Sulle vette del Resegone, a 360 gradi


La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l’uno detto di san Martino, l’altro, con voce lombarda, il Resegone,
dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega.
(I Promessi Sposi, Alessandro Manzoni) 
Monte Serrada o Resegone. Alto e scosceso dal versante lecchese, con le sue forme aguzze e i suoi torrioni a guardia del lago di Lecco, si trasforma in una docile montagna se visto dal versante bergamasco. Quattordici punte lanciate verso il cielo come dita protese nell’atto di afferrare le stelle, che dall’alto di Punta Cermenati, con i suoi 1875 metri, sembra quasi di poter toccare. Queste cime sono divise in due gruppi distinti: sette vette per la Cresta Nord e sette vette per la Cresta Sud. Uno stupendo percorso per quella che diventa una lunga “cavalcata manzoniana”, tra creste e cocuzzoli, sfiorando i denti della leggendaria montagna a mezza costa ed in alcuni tratti toccandone le cime. Il panorama, che lungo le creste spazia sui laghi di Como e Pusiano, regala scorci bellissimi e nelle giornate serene permette di scorgere il Piemonte e i leggendari Monte Rosa e Cervino.
 
I più esperti possono raggiungere tutte le vette, cimentandosi in tratti di arrampicata che richiedono però dimestichezza ed esperienza. Questo stupendo percorso a fil di cielo vede il suo via da Brumano, sorridente paese posto in Valle Imagna. Posteggiata l’auto imbocchiamo la scalinata marchiata dal locale segnavia 13, che alternando tratti di asfalto a tratti di sentiero conduce a un cartello segnaletico con indicazioni per la Capanna Monza. È il nostro sentiero, che in circa un’ora e mezza di cammino ci condurrà prima al Passo della Porta (m.1126), poi al Valico della Passata (m.1244, circa due ore di cammino), tuttora punto di confine tra Bergamo e Lecco. Un grosso cippo in pietra riporta infatti la scritta Stato di Milano da un lato e Stato del Veneto dall’altro, ricordando all’escursionista che questo valico, un tempo percorso da viandanti, era punto di confine tra il ducato della Serenissima e il ducato di Milano.
 
Ci siamo. Inizia qua il Sentiero delle Creste, che in ripida salita guadagna subito quota uscendo dal bosco e risalendo dapprima su facili prati, poi tra divertenti roccette che si superano con l’aiuto delle mani. Il tracciato è panoramico è sconsigliato a chi soffre di vertigini. Il panorama si apre spaziando a 360 gradi, mostrando le vette circostanti: tra tutte spiccano Le Grigne, i due giganti di roccia conosciuti come Grignetta e Grignone. Con un ultimo sforzo raggiungiamo l’aera (ma spaziosa) vetta di Cima Quarenghi, primo dei denti manzoniani del Resegone. Con una modesta altezza di 1650 metri regala un primo scorcio sui laghi e il sottostante paese di Lecco ed è dedicata a Giacomo Quarenghi, architetto e pittore originario di Brumano. Il punto ideale per una pausa, ma senza fermarsi troppo a pensare. Il tracciato, con le restanti sei vette che compongono il gruppo sud, è ancora lungo e ben visibile davanti a noi.

Recuperate le energie si riparte ed il sentiero si fa quasi pianeggiante, costeggiando con tratti a mezza costa  le cime che si susseguono; la via infatti non prosegue sempre sul filo della montagna, ma alterna tratti che scavalcano le vette, lasciando magari deluso chi si aspetta un percorso sempre in cresta… Si susseguono la poco distante Cima di Piazzo (m.1640), la cima de I Solitari (m.1626), il Pizzo di Brumano (m.1756), il Pizzo Daina (m.1864) e la Torre di Valnegra (m.1852). Durante il tragitto la vista è spettacolare e il Rifugio Azzoni, con l’ultima delle vette della Cresta Sud, sembra sempre vicino, ma, come un miraggio, non arriva mai. Lo raggiungiamo dopo quattro di cammino, con una ripida salita che ci porta direttamente sulla cima più alta del Resegone: Punta Cermenati (m.1875). Probabilmente una delle “terrazze” più belle d’Italia.
La fatica viene riposta in un angolo, ripagando l’escursionista che ha guadagnato la vetta con una vista magnifica sulla Brianza, le Orobie e le Alpi. Siamo a metà della traversata e possiamo decidere di interrompere qua il nostro viaggio. Il comodo sentiero CAI 587 ci riporterà a Brumano in circa un’ora e mezza. O possiamo decidere di pernottare al Rifugio Azzoni, di proprietà della Società Escursionistica Lecchese (333.3144987). Una notte al Rifugio, posto poco sotto la grande croce di Punta Cermenati, permetterà di assistere al tramonto e alle luci di Lecco che si accendono riflettendosi nel lago, regalando uno spettacolo che nemmeno Alessandro Manzoni, ai giorni nostri, saprebbe descrivere.
 Chi ancora non è stanco può invece proseguire lungo la cresta nord, sfidando gli ultimi sette denti della montagna. La traversata continua sul sentiero CAI 582, continuando a regalare panorami aerei, toccando con vari saliscendi, in successione, le restanti cime: Punta Stoppani (m.1849), Punta Manzoni (m.1801), il Dente (m.1810), Cima Pozzi (m.1810), il Pan di Zucchero (m.1758), il Pizzo dei Galli (m.1759 e raramente citato tra le vette del Resegone) e per ultimo il Pizzo di Morterone (m.1758). Una ripida discesa ci porterà al limitare del bosco ed al vicino Passo del Giuff (m.1540). Da qua, seguendo il sentiero n.7 con facile cammino nel bosco, arriviamo al Rifugio Resegone, di recente costruzione e di proprietà del CAI Alta Valle Imagna. Non ci resta che scendere a Brumano lungo il segnavia n.13, che ci riporterà al punto di partenza. Sicuramente stanchi, ma soddisfatti.
Qualunque formula abbiate scelto per la sua ascesa, il Resegone non vi avrà lasciato delusi. Il Sentiero delle Creste è per escursionisti esperti e va affrontato con piede sicuro. La lunghezza del percorso è di poco più di 16 km e si attesta intorno ai 1300 metri di dislivello, e tocca le sette ore di cammino.
 
Le  vie di salita alla montagna manzoniana sono però numerosissime. Dalla provincia di Bergamo, più precisamente dalla Valle Imagna, si snodano tre vie di ascesa elementari ed accessibili a tutti, con partenza dai paesi di Brumano, Fuipiano e Morterone. Tutti i sentieri porteranno l’escursionista alla vetta più alta della montagna, Punta Cermenati, in circa due ore di cammino. Questo versante di salita viene percorso tutto l’anno ed è un classico dello sci alpinismo orobico.
Di enorme interesse paesaggistico troviamo il tracciato che permette il Periplo del Resegone. Sette ore di cammino che vedono la loro partenza e il loro arrivo a Brumano, toccando in sequenza il Rifugio Resegone, i Piani d’Erna, la Capanna Ghislandi ed il Rifugio Alpinisti Monzesi. Numerosi sono anche i sentieri che risalgono dal versante lecchese: il più conosciuto parte dal parcheggio della funivia che sale ai Piani d’Erna, in località Versasio.
Il Resegone offre però svariate possibilità, accontentando sia l’escursionista che cerca la pace con una semplice passeggiata, sia l’alpinista esperto desideroso di mettersi alla prova e sfidare le sue pareti. Il versante lecchese è interessato da numerosi canali, che durante la stagione invernale diventano perfetti per essere affrontati con picca e ramponi e che terminano tra le cime delle creste nord. Tra questi citiamo i più famosi, quali il Canale Val Negra che termina in prossimità del rifugio Azzoni, il Canale Comera tra punta Cermenati e Stoppani e il Canale Cermenati tra Punta Manzoni ed il Dente. La montagna è percorsa anche da tre vie ferrate, attrezzate per escursionisti esperti e da percorrere solo con attrezzatura adeguata: la ferrata Gamma 1, classica e moderatamente difficile che permette di raggiungere la vetta del Pizzo d’Erna, la Gamma 2, tra le più difficili delle Orobie e che vede il suo termine in prossimità del rifugio Azzoni e, ultima ma di enorme importanza per essere la più antica delle Orobie la Ferrata del Centenario.
 Il Resegone si presta dunque ad essere una montagna fruibile tutto l’anno, adatta ad ogni palato. Potranno così trovare tra le sue vette pace i turisti e pane per i loro denti gli alpinisti.
 Angelo Corna
BergamoPost  - 13 giugno 2017
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Domenica col sole, avanti con il bel tempo


C’è l’anticiclone e il caldo aumenta
 
 

Una nuova rimonta dell’anticiclone è attesa per l’inizio della nuova settimana. Il promontorio anticiclonico di matrice sub tropicale che invaderà mezza Europa allontanerà così le fresche correnti instabili degli ultimi giorni.

A segnalarlo è 3BMeteo. Il tempo volgerà al bello su gran parte d’Italia eccetto per una modesta instabilità su Nord Est, Adriatiche e meridione (specie sui rilievi) per via di correnti settentrionali in discesa sul bordo orientale dell’anticiclone.

Le temperature subiranno un aumento soprattutto sui versanti occidentali portandosi sopra le medie del periodo e su valori estivi. Le massime al Nord, tra lunedì e mercoledì, saranno comprese tra 24 e 28°C con punte localmente superiori e prossime ai 30/31°C in Valpadana. Saranno comprese tra 23 e 27°C al Centro con clima più caldo sulle interne di Toscana, Umbria e Lazio. Farà meno caldo al Sud con punte di 22-25°C

Quanto durerà? Questa situazione dovrebbe perdurare per gran parte della settimana. Da valutare un passaggio di una veloce perturbazione da tra giovedì e venerdì con qualche fenomeno e temperature in contenuto calo.

L'Eco di Bergamo - 21 maggio 2017
 
 
 
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