Valle Seriana - Valbondione - Val di Scalve

Domenica aprono le cascate del Serio
 
 

Una lunga storia tutta da scoprire
Appuntamento alla diga del Barbellino dalle 11 alle 11,30 per uno degli eventi più attesi dell’estate.
Mancano ormai pochi giorni alla prima apertura stagionale delle cascate del Serio. Lassù, poco più in alto, lo scarico di mezzofondo della diga del Barbellino tornerà infatti ad aprirsi tra lo stupore di migliaia di escursionisti domenica 18 giugno dalle 11 alle 11,30, Circa diecimila metri cubi di acqua precipiteranno in mezz’ora dalla sommità del triplice salto a fronte dei 18 milioni contenuti nell’invaso a regime.
Sono invece 32 i chilometri quadrati del bacino imbrifero, la porzione di territorio che convoglia le proprie acque nella diga. Si tratta di un’enormità se si pensa che un centimetro di acqua caduto su una superficie di un metro quadrato equivale a dieci litri. Alcune cartoline, datate settembre 1903 e raccolte nei libri di storia locale, raccontano di una conca del Barbellino completamente diversa rispetto ad oggi. A quei tempi il fiume disegnava alcune anse nelle aree a pascolo mentre sulla destra, nei pressi della Val Cerviera, risultava ben visibile la baita utilizzata dai pastori durante il periodo trascorso all’alpeggio. Poi, in un paio di decenni, tutto è cambiato.
L'Eco di Bergamo - 14 giugno 2017
 
 
 
 
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Paura a Villa d’Ogna: masso si stacca dalla montagna e piomba sulla Provinciale
 
Foto di Bergamonews 
Fortunatamente nessun danno a cose o persone ma giovedì in zona è atteso un geologo per la valutazione della situazione e di eventuali altri pericoli: solo due mesi fa un altro episodio aveva imposto la chiusura della strada.

Un masso di 0.25 metri cubi è caduto sulla provinciale a Villa d’Ogna in pieno pomeriggio: l’allarme è scattato alle 15.30 di mercoledì 12 aprile, quando un artigiano della zona ha chiamato i Vigili del Fuoco di Clusone.

La roccia che ha invaso la carreggiata, in via Provinciale sulla Sp 49, secondo le prime ricostruzioni pare essersi staccata da una zona di alta montagna, vista la forma tondeggiante e la conseguente possibilità di rotolamento: sul posto sono intervenuti anche i tecnici delle Provincia.

I Vigili del Fuoco non hanno rilevato un imminente pericolo e nessuna frana in corso, per questo motivo la strada è rimasta aperta e la circolazione delle autovetture è stata regolare.
A
Non si tratta del primo episodio, visto che già ad inizio febbraio un altro masso era piombato sulla strada di Villa d’Ogna e, in quella circostanza, la strada era stata chiusa al traffico per mettere in sicurezza l’area coinvolta.

Giovedì 13 aprile, nella zona interessata, è comunque atteso un geologo per studiare le caratteristiche del masso e per effettuare un sopralluogo.

Bergamonews - 13 aprile 2017
 
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 29 gennaio '45, mitragliato il treno della Val Seriana


 
29 gennaio '45, mitragliato il treno della Val Seriana
I piloti Usa pensavano fosse un convoglio militare: 24 morti. Un ingegnere di Albino ha chiesto e ottenuto dall'Usaf (archivio storico statunitense) la documentazione sul raid aereo
La ricostruzione
 Di quel tragico 29 gennaio 1945, Callisto Gatti, giovane ingegnere di Vall'Alta di Albino, aveva sentito parlare fin da ragazzo. Versioni contrastanti giravano sul mitragliamento del treno che, quel lunedì di 68 anni fa, era partito alle 7.55 da Bergamo per Clusone, carico di lavoratori e gente semplice diretta nelle fabbriche della valle e al mercato di Clusone.
A distanza di anni, rimanevano due elementi assodati: il terribile bilancio di quel raid - 24 morti e 26 feriti (un numero destinato a crescere dal momento che molti non sopravvissero alle gravi ferite) - e una grande devozione popolare alla Madonna di Altino da parte dei vallaltesi, usciti tutti illesi dal convoglio di 8 carrozze colpito, intorno alle 9, vicino al passaggio a livello di Colzate. I particolari bellici della triste storia rimanevano avvolti in una nebbia che Gatti, con la passione della storia instillata dal papà e da Angelo Calvi, suo professore delle medie, ha dissolto con un lavoro di ricerca che, in oltre un anno, lo ha portato molto lontano, fino agli archivi dell'Us Air Force.
 Un viaggio affascinante, partito da una semplice domanda: «Perché fu deciso di mitragliare un treno che stava viaggiando in una valle secondaria come la nostra e che non poteva essere strategicamente importante?». Il primo passo è stato l'individuazione, nella rete, di filmati ufficiali americani delle missioni degli aerei P47: «In particolare - rimarca Gatti - delle missioni di Operation Strangle, cioè di distruzione di tutto ciò che poteva aiutare i tedeschi a rifornirsi: treni, locomotive e ponti. Si vede bene come, dopo avere colpito l'obiettivo principale con le bombe, gli aerei si lanciano alla ricerca di target secondari da mitragliare. Seguivano i binari per trovare treni e stazioni da colpire con le potenti mitragliatrici. Proprio come avvenne in Val Seriana».
Un altro insperato aiuto gli giunge dalla copertina del libro «P47 Thunderbolts unitsof the 12th air force», in cui si vede un cacciabombardiere che sta sfrecciando sopra l'aeroporto di Orio al Serio durante uno dei tanti attacchi. Il libro raccoglie le descrizioni di molte missioni condotte sul Nord Italia con informazioni che restringono l'ambito di ricerca: «Gli aerei dell'attacco al nostro treno dovevano appartenere al 27th o 57th Fighter Group».
 Il passo successivo è stato quello di cercare negli archivi dell'US Air Force. «Ho scritto mail a tutte le associazioni di reduci americani e agli uffici dell'Aviazione americana di Washington chiedendo aiuto e spiegando l'intento della mia ricerca. Visto che volevo rievocare un evento tragico ed chiaramente inglorioso per l'USAF e in considerazione dei tanti morti tra civili inermi, temevo che non mi avrebbero aiutato». Invece ecco che un giorno, Gatti riceve una mail da Tammy Horton, una signora che lavora all'archivio storico dell'USAF presso la base Maxwell in Alabama: i documenti, scaduti i termini di segretezza di 50 anni e con l'ok di una apposita commissione di vigilanza, possono essere richiesti al costo di 30 dollari l'uno. «Tra le centinaia di report, ne trovo uno che descrive una missione di attacco dove si citava la distruzione di un treno composto da 8 carrozze».
 Rimaneva il problema di confermare la posizione. «Le coordinate geografiche usate dall'esercito americano sono tutt'altro che comprensibili, ma grazie alla conversione dei checkpoint del piano di volo, ho avuto la conferma; la rotta di rientro alla base di Pontedera dei 4 aerei americani passava esattamente sopra la media val Seriana, proprio dove in quel momento transitava il treno e quel giorno non ci furono altri attacchi», racconta Gatti.
L'obiettivo di quel giorno era in realtà la città di Lecco, ma anche a causa della foschia, i 4 cacciabombardieri non riescono a individuare nessun convoglio ferroviario e così decidono di proseguire verso nord in cerca di nuovi bersagli. Giunti in prossimità di Colico scorgono un convoglio di autocarri e carri armati e lo attaccano con le bombe distruggendo diversi mezzi.
 Concluso l'attacco, si inoltrano in Valtellina e, giunti a Sondrio, piegano verso sud in direzione della Valle Seriana per rientrare alla base. «Intorno alle 9 la squadriglia compare sopra il Monte Farno...».
Donatella Tiraboschi
Il Corriere della Sera 30 gennaio 2013
 
 
 
 
------------------------Due escursionisti precipitano in Presolana Tragedia in montagna, ghiaccio fatale

 

Mai sottovalutare la montagna, anche in giornale in cui splende il sole. «Ogni passo va calibrato, anche su un semplice sentiero – spiegano gli esperti –: il ghiaccio è imprevedibile e pericolosissimo».


Domenica 8 gennaio il ghiaccio è stato fatale: due escursionisti sono morti sulla Presolana. Intorno alle 13.30 Stefano Moreni, di Brescia, è scivolato mentre era impegnato nella discesa dalla cima alla Grotta dei Pagani insieme a un gruppo di amici. Forse tradito da un tratto del sentiero ghiacciato. In un istante è ruzzolato in avanti, schivando i tre compagni di escursione che lo precedevano. Il primo della fila, forse per via di quella frazione di tempo in più rispetto agli amici dietro di lui, d’istinto è intervenuto: così Antonio Tinti, 39 anni, pure bresciano, di Bedizzole, ha afferrato il compagno. Ma entrambi sono finiti in un canalone, facendo un volo di una cinquantina di metri.

Diego Fregona, guida alpina 55enne di Rovetta, che conosce tanto bene la Presolana quanto il ghiaccio e le sue insidie: nel 2007 ha infatti scalato con successo gli 8.201 metri del Cho-Oyu, montagna al confine tra Tibet e Nepal, da solo, senza bombole d’ossigeno e senza l’aiuto di portatori. Fregona sottolinea come il meteo favorevole di questo periodo, con sole splendente, possa invogliare ad affrontare la montagna, magari senza le dovute precauzioni, «quelle necessarie nei periodi in cui di neve ce n’è poca – spiega la guida alpina –: occorre fare molta attenzione al ghiaccio invisibile che si forma sulla roccia grazie all’umidità e al caldo che scioglie la poca neve presente». Un ghiaccio spesso di spessore sottilissimo, ma che può causare ugualmente incidenti, come quello che domenica ha provocato due vittime in Presolana.

L'Eco di Bergamo - 9 gennaio 2017
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Val Seriana, attenzione ai cervi
Nuovo investimento a Casnigo

 


 

Una cerva è stata uccisa nella tarda serata di venerdì 30 settembre a Casnigo, sulla strada provinciale della Val Seriana nei pressi del Ponte Costone. È il secondo episodio in pochi giorni.

A travolgere l’animale una macchina: si è trattato di una cerca di un anno che è morta all’altezza della curva tra il benzinaio e il ristorante Costone. La zona è ricca di animali selvatici e le forze dell’ordine chiedono di fare molta attenzione quando transitano nella zona.

Già lo scorso 28 settembre un motociclista si era scontrato contro un cervo che gli si è parato improvvisamente davanti sulla provinciale 35 della Valle Seriana: il cervo, un esemplare giovane di 2-3 quintali, è morto sul colpo, il motociclista, di 57 anni, se l’è cavata con contusioni non gravi ed è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Piario. L’incidente, non nuovo in quel tratto, poteva avere conseguenze ben più gravi.
L’episodio poco prima delle 21 di martedì nella zona del Ponte del Costone, in territorio di Ponte Nossa. Il centauro, in sella a una Bmw Gs, stava salendo verso l’alta valle quando si è trovato davanti l’ungulato e lo ha centrato. «Non ho potuto evitarlo», ha raccontato l’uomo che all’arrivo degli uomini del Corpo volontari Presolana di Castione è stato trovato cosciente.

L'Eco di Bergamo - 1 ottobre 201
 
 
 
 
 

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Comune unico in Val Seriana, la Regione dice sì:

tocca ai cittadini col referendum



 
 
Un passaggio formale ma fondamentale: il consiglio regionale ha fato il proprio benestare al progetto di fusione tra Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo. Ora iniziano a scaldarsi i motori della campagna elettorale.
Nuovo passo in avanti per il progetto del Comune Unico in Val Seriana che nascerebbe dalla fusione di Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo: martedì 12 luglio il consiglio regionale lombardo ha dato il proprio parere favorevole, all’unanimità, sul referendum consultivo.
 
Un passaggio quello dell’approvazione del Pirellone che i cinque sindaci, forti della correttezza della propria procedura e del rispetto dei tempi, davano per scontato: “Ancora però non sappiamo quando verrà fissato il referendum – confessa il sindaco di Songavazzo Giuliano CovelliNon c’è una data precisa ma credo proprio che non si debba incrociare con il referendum sulla riforma costituzionale: in ogni caso dovrebbe essere attorno a novembre”.
Prima della Regione avevano già dato il proprio benestare la Provincia di Bergamo e la Comunità Montana della Val Seriana mentre quello dei singoli comuni era già arrivato il 22 febbraio scorso con l’approvazione dei consigli di Fino del Monte e Rovetta: il progetto è in linea con il cronoprogramma originario che, in caso di vittoria del sì al referendum, prevede una breve reggenza di un commissario prefettizio fino alle prime elezioni del nuovo Comune nella primavera del 2017.
E in vista del referendum autunnale a breve scatterà la campagna elettorale: il lavoro preparatorio è già a buon punto e aspetta solo di essere perfezionato, con slogan e manifesti che saranno veri e propri tormentoni estivi.
Ancora impossibile stabilire quale sarà il nome del Comune Unico anche se, tastando il polso del territorio, Borghi Presolana sembrerebbe il più gettonato: “Lo stabiliranno i cittadini – conferma Covelli – Ci auspichiamo che in molti si rechino alle urne e, ovviamente, speriamo che ci diano fiducia su un progetto tutt’altro che estemporaneo e dal carattere fortemente positivo. Non vogliamo spaventare nessuno con questa fusione ma solo favorire il progresso: rispettiamo profondamente la storia costruita dai nostri predecessori ma anche noi, a nostra volta, stiamo per fare un passo storico. La nostra proposta va a vantaggio della gente di questo territorio e vogliamo smentire anche chi dice che sarà un passaggio irreversibile: se in futuro chi raccoglierà la nostra eredità deciderà che questa non sarà più la soluzione migliore per i propri cittadini potrà separarsi”.
Bergamonews - 13 luglio 2016
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Pioggia battente in Val Seriana 

 
Smottamento a Ponte Selva

Quasi certamente è da ricondurre alla pioggia intensa che è caduta in Val Seriana per tutta la notte e nella mattinata di lunedì 23 maggio, lo smottamento che ha interessato la strada provinciale verso Clusone appena dopo la diramazione di Ponte Selva.

Alcuni massi di medie dimensioni sono caduti sulla carreggiata attorno alle 13, fortunatamente senza colpire veicoli in transito.

Più che di un vero e proprio pendio, si tratta di un cedimento della scarpata di sostegno ai tornanti sovrastanti. Per liberare la carreggiata e verificare la sicurezza del transito sono intervenuti i vigili del fuoco di Clusone, con il tecnico del Comune, la polizia locale e i volontari della Protezione Civile di Clusone.

Se il bel tempo si stabilizza, già nella giornata di martedì 24 maggio la Provincia dovrebbe dar corso alla bonifica del breve tratto interessato.

L'Eco di Bergamo 24 maggio 2016
 
 

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Sorpresa fusioni, il bonus è doppio
In Presolana 5 paesi pronti a dire sì
 
 
La sorpresa non è arrivata sotto l’albero e nemmeno nell’uovo di Pasqua. Ai Comuni bergamaschi che negli ultimi due anni hanno deciso di fondersi, diventando un’unica amministrazione, il governo ha fatto un regalo speciale poco prima dell’approvazione del bilancio: il bonus stanziato dal ministero è stato più che raddoppiato.

Tradotto in soldoni, Sant’Omobono Terme, nato dalla fusione del paese capoluogo della Valle Imagna con Valsecca, riceverà 554 mila euro, Val Brembilla (Brembilla fuso con Gerosa) 670 mila euro. In tutta Italia sono stati distribuiti 30 milioni di euro a 37 Comuni. È il premio per il coraggio avuto due anni fa e un incentivo per tutti gli altri enti locali non ancora pronti al grande passo.

I due fortunati sindaci orobici si fregano le mani: «A distanza di due anni sono completamente convinto della bontà della scelta fatta - commenta Paolo Dolci, primo cittadino di Sant’Omobono Terme -. Basta guardare i bilanci e le opportunità create dalla fusione in un contesto nazionale di continui tagli. Gli abitanti del mio paese possono vedere con i loro occhi quello che è stato fatto grazie al bonus: ampliamento delle scuole medie di valle, 150 mila euro per potenziare la Polizia locale, ristrutturazione del municipio. Il processo è stato faticoso per la macchina comunale e le burocrazia, per il resto non ci siamo accorti di nulla. Anzi, tutti i timori dei cittadini sono stati superati dalla realtà. La priorità è offrire servizi di qualità e noi, nonostante siamo un piccolo Comune, riusciamo ad offrirli».

La Valle Seriana procede a doppia marcia, sul tema fusioni. La cinquina di Songavazzo, Onore, Fino del Monte, Cerete e Rovetta, è pronta a ritrovarsi alle urne per il referendum sulla fusione. «A luglio il Consiglio regionale si esprimerà sul progetto già approvato dai cinque Consigli comunali - spiega il sindaco di Songavazzo Giuliano Covelli -, e a novembre è previsto il referendum. L’auspicio è che, dal primo gennaio del 2017, venga inviato un commissario che, di concerto con i cinque sindaci, ”accompagni” i paesi fino alle elezioni del 2017». Per il nuovo unico Comune.

Altra cinquina, stessa valle e un po’ più di divisioni. A C ene, Gazzaniga, Fiorano, Vertova e Colzate si parla di fusione dal 2014, da quando cioè il Consiglio comunale di Vertova incaricò l’ex sindaco Riccardo Cagnoni di valutare e approfondire l’ipotesi di una fusione tra i 5 comuni contigui che porterebbe a un Comune di 19 mila abitanti.

L'Eco di Bergamo - 22 maggio 2016
      
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Allarme pesticidi nei fiumi e nelle falde Da Arzago a Ponte Nossa limiti superati





Se su tutto il territorio nazionale le acque di fiumi, laghi e torrenti sono sempre più contaminate da pesticidi, la pianura padano-veneta non è certo indenne.


Da quest’area - che comprende Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto - emergono dati preoccupanti sulla contaminazione delle acque superficiali e sotterranee che superano anche di parecchi punti percentuali la media italiana. La Bergamasca non fa eccezione e stando ai dati del rapporto Ispra diffuso lunedì 9 maggio sia nelle acque superficiali e che in quelle sotterranee si rilevano valori oltre i limiti di numerose sostanze, come il glifosato, usato negli erbicidi.


Nella tabella delle acque superficiali sono indicati valori oltre i limiti nei seguenti comuni: Bonate Sopra, Filago, Ubiale Clanezzo, Albino, Bergamo, Ponte Nossa, Seriate, Mozzanica, Credaro, Palosco, Sarnico, Mornico, Treviglio e Arzago. Nella Bergamasca rilevazioni di acque sotterranee con valori oltre i limiti sono state effettuate invece a Misano, Stezzano, Suisio e Treviglio.


L'Eco di Bergamo - 10 maggio 2016
     
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Le cascate del Serio? Sono ghiacciate

Da giugno si riparte con le aperture

 


Il vento freddo che dalla notte di sabato ha soffiato sul nord Italia ha vestito le cascate del Serio con un abito decisamente invernale.
 
Per quanti sono saliti lunedì 25 aprile al rifugio Curò la sorpresa è stata del tutto inaspettata. In una sola notte, infatti, il rivolo di acqua che precipita dalla sommità della cascata, e sotto l’azione dal vento, ha dato luogo alla formazione dei caratteristici ghiaccioli sui fianchi della parete. L’evento, che si verifica generalmente nei mesi di dicembre e gennaio, si è così ripetuto a primavera già iniziata.
 
Questo mentre si aspettano le tanto amate aperture delle cascate per questo 2016. Come lo scorso anno lo spettacolo si potrà ammirare per 5 volte da giugno a ottobre: 4 volte in diurna, dalle 11 alle 11,30 e una volta in notturna, dalle 22 alle 22,30. Il fantastico spettacolo offerto dall’acqua che precipita a valle con triplice salto di 315 metri, è ormai diventato un classico appuntamento per migliaia di persone che raggiungono Valbondione. L’Ufficio turistico di Valbondione sta già predisponendo iniziative collaterali al triplice salto per arricchire, con manifestazioni di spessore, il grande spettacolo della natura.
Afferma in merito Michael Semperboni, responsabile dell’Ufficio: «Stiamo pensando a una manifestazione a livello interregionale in occasione della prima apertura della cascata. Come sempre, poi, vista anche la grande richiesta dello scorso anno, i turisti potranno affidarsi anche per quest’anno a un accompagnatore tecnico che, su prenotazione al nostro Ufficio (tel. 0346.44665), potrà guidarli a gruppi fino alla cascata e potrà anche illustrare storia e tradizioni del nostro territorio. Natura e cultura costituiscono un mix inscindibile per far conoscere il nostro paese al turista e per indurlo poi a ritornare». Queste le date di apertura della cascata: in diurna, sempre di domenica, il 19 giugno, 21 agosto, 18 settembre e 9 ottobre. In notturna sabato 16 luglio. 
La visione notturna della cascata è resa possibile grazie alla collaborazione della Croce Blu di Gromo che punta i suoi potenti fari verso il dirupo da cui l’acqua, liberata dalla diga del Barbellino attraverso lo scarico di mezzofondo, precipita a valle con un rombo possente. Alla buona riuscita delle aperture collaborano le forze dell’ordine, i giovani di Valbondione e le associazioni del paese, oltre al Gruppo micologico Bresadola di Villa d’Ogna con una mostra del fungo all’Osservatorio il 18 settembre, così come il Consorzio di Maslana, con una suggestiva festa nell’antica borgata in data da definirsi. Lo spettacolo delle cascate si può anche ammirare dal rifugio Campèl, a circa 1600 metri lungo le piste di Lizzola, struttura gestita dalla famiglia di Omar Sempreboni e aperta tutto l’anno.


L'Eco di Bergamo - 26 aprile 2016
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Bella Valcanale, ma i parcheggi?
Dopo 25 anni si sblocca l’impasse

 


Foto de L'Eco di Bergamo

Con l’ok del Consiglio comunale di Ardesio, dopo l’approvazione da parte dell’assemblea della Comunità montana Valle Seriana e del Comune di Gromo, si accorcia sempre più l’attesa di veder realizzato a Valcanale, in prossimità del laghetto, un parcheggio. Dopo 25 anni di trattative e difficoltà, sarà realizzato in un’area a monte del lago e consentirà ai turisti ed escursionisti che numerosi salgono a Valcanale di poter parcheggiare i propri mezzi: 200 i posti a disposizione.
 
Di un parcheggio a Valcanale si parla da decenni. È giudicato necessario per lo sviluppo turistico della località, luogo di partenza del Sentiero delle Orobie, del Sentiero dei Fiori, di itinerari nella natura che portano al rifugio Alpe Corte, al lago Branchino e a parecchie alpi pascolive. Luoghi frequentati anche d’inverno da scialpinisti e ciaspolatori. Ad illustrare la convenzione al Consiglio comunale, l’assessore ai Lavori pubblici Bonaventura Fornoni. «Con questa convenzione – ha esordito – la Comunità montana Valle Seriana cede a Pietro Zucchelli un suo terreno in comune di Gromo per trasferirvi la sua attività di commerciante di legna da ardere. In cambio la Comunità montana riceve un terreno dallo Zucchelli a Valcanale, adatto per la costruzione di un parcheggio. Da perizie effettuate il valore dei due terreni si equivale, quindi l’ente pubblico non dovrà sborsare denaro, mentre per tutto quanto compete le spese di rito si farà carico lo Zucchelli. La Comunità montana, a sua volta, cede in comodato d’uso al Comune di Ardesio, per 30 anni, l’area di Valcanale e lì lo stesso Comune dovrà impegnarsi a costruire il parcheggio entro cinque anni».

Critico il capogruppo di minoranza Yvan Caccia che alla permuta avrebbe preferito «un bonario accordo con il proprietario o, visto che la legge lo consente, un esproprio». Per la realizzazione del parcheggio si andranno a spendere circa 250 mila euro. Cifra che potrà essere reperita, se la norma lo consentirà, grazie anche all’avanzo di amministrazione, che è di circa 800 mila euro.

Il Consiglio ha anche approvato, a maggioranza, il bilancio di previsione per il prossimo triennio che pareggia, per il 2016, sui 5 milioni e 122 mila euro, per il 2017 sui 3 milioni e 801 mila euro e, per il 2018, sui 3 milioni e 734 mila euro.

L'Eco di Bergamo - 2 aprile 2016
 


 

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La Lega di Gazzaniga denuncia: «Ancora fil di ferro contro i motociclisti, gesto da vigliacchi»
 

Foto del Corriere della Sera
 
Il consigliere comunale Ongaro: «Un’azione che mira a ferire e danneggiare gli amanti della montagna. È grave che certi eventi si ripetano, già accaduti in passato»

«Ritrovati nei giorni scorsi, lungo i sentieri che dalla località Rovaro di Gazzaniga portano in Ganda, fili di ferro posti all’altezza di circa un metro, finalizzati ad intralciare il passaggio di ciclisti e motociclisti, e molto pericolosi anche per gli escursionisti che in questi giorni di festa hanno affollato i sentieri della Valle Seriana»: questa la denuncia della sezione della Lega Nord di Gazzaniga, in un comunicato stampa.
«Nei giorni scorsi — commenta Alberto Ongaro, capogruppo della Lega in Comune — un gruppo di escursionisti, residenti in zona, ha fatto questa triste, nonché pericolosissima scoperta. Si tratta di un gesto da vigliacchi, che mira chiaramente a ferire e danneggiare gli amanti della montagna. Quello che è più grave però è il ripetersi di questi eventi. Non è la prima volta infatti che avvengono episodi simili e già nei mesi scorsi erano state ritrovate trappole dello stesso tipo lungo alcuni sentieri dell’Alta Valle Seriana. Inoltre — prosegue il consigliere del Carroccio — essendo chiara la difficoltà nell’identificare i responsabili, l’invito che possiamo fare a chi pratica questi itinerari è quello di prestare la massima prudenza possibile, tenendo sempre presente la segnaletica per il transito dei mezzi motorizzati. Infine facciamo appello gli escursionisti perché segnalino qualsiasi comportamento sospetto che possa essere d’aiuto all’individuazione dei responsabili. Da parte nostra – conclude Alberto Ongaro – abbiamo già provveduto ad allertare circa l’accaduto le autorità competenti».ù
Ad aprile del 2014 si era verificato il caso più clamoroso. Un motociclista aveva filmato i fili di ferro tesi lungo i sentieri della Val Brembana, a Dossena.
Il Corriere della Sera - 31 marzo 2016
 

 

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Non solo sci, la montagna cambia
E la Val Seriana fa il pieno

 



Focus di Legambiente e Vivitalia su un turismo montano che cambia, tra mille opportunità.

Il mercato legato allo sci tradizionale in Italia è in declino: a dirlo sono i numeri di diversi rapporti, a cominciare dall’International Report on Snow and Mountain Tourism del 2015, elaborati da Legambiente e Vivilitalia, che confermano l’inesorabile calo dei classici sport invernali. Parallelamente si registra un aumento d’interesse per discipline più legate all’ambiente, come le ciaspole e lo sci alpinismo. Si tratta di una tendenza che trova riscontro in gran parte dei Paesi europei, dove si sono moltiplicate vacanze tendenzialmente più brevi, ma con richieste più esigenti e attente alla qualità dei servizi e dell’ambiente.

«In molte località l’offerta turistica invernale punta esclusivamente alla monocultura dello sci, alimentando consuetudini particolarmente impattanti: grandi quantità di acqua ed energia spese per l’innevamento artificiale, il continuo ampliamento dei comprensori sciistici in aree sensibili e protette, l’aumento di traffico e smog per la sciata mordi e fuggi del fine settimana, il business delle seconde case che divorano suolo – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Il turista, però, oggi ricerca un turismo alimentato dal desiderio di esperienza, prima che di consumo, che coinvolga sport, contatto con la natura, tradizioni gastronomiche e scoperta delle culture locali».

Il turismo montano in Lombardia nell’ultimo anno ha fatto registrare un segnale di ripresa (1%). Per quanto riguarda il 2015, nel suo complesso, grazie ad un inverno freddo e ad un’estate calda, il quadrante montano è il solo a presentare risultati positivi per le presenze (+9,7%). Scendendo nel dettaglio: nei 42 comuni di fascia prealpina della provincia di Bergamo si sono registrate 83.000 presenze nel settore alberghiero, numeri che crescono se si considerano anche le strutture non alberghiere: 164.400 presenze, in particolare nella zona della Val Seriana. Dati che segnano un miglioramento della situazione rispetto all’anno precedente (+30%), con un particolare incremento della presenza degli stranieri nel territorio (+27% rispetto al 2014).

Per quanto riguarda la provincia di Brescia si registra un aumento del 40% delle presenze rispetto al 2014, con una forte crescita dei pernottamenti in rifugio. Anche per la Valtellina i dati sono in positivo: + 6% di presenze, con un incremento dei turisti provenienti dall’estero, in particolare da Belgio e Olanda (+12,10%). Tra le località più frequentate Bormio, che registra i numeri migliori nel mese agosto, seguito da Valdisotto, Valfurva e Valdidentro.

La settimana bianca ad esempio, un must per la maggior parte delle famiglie fino alla fine degli anni novanta, ha cambiato caratteristiche: è diventata sempre meno legata alla pratica dello sci da discesa o da fondo e sempre più ricca di proposte alternative, spesso anche più economiche. Lo sci tradizionale, infatti, è diventato dispendioso per molte famiglie che non riescono a sostenere costi elevati per le attrezzature e gli impianti di risalita, ma soprattutto è insidiato da pratiche di fruizione dell’ambiente montano più collettive: una discesa sugli sci è solitaria per definizione, mentre una ciaspolata o una passeggiata di Nordic Walking sono attività preferite perché ritenute più socializzanti. Tutto ciò ha contribuito a un allontanamento della popolazione italiana dallo sci alpino che ha fatto precipitare i praticanti di questa attività dal 5% della popolazione italiana al 2% nel periodo compreso tra il 1990 e il 2013.

«Il cambiamento in corso del turismo legato alla montagna – ha spiegato Angelo Gentili, responsabile Legambiente Turismo - è sempre più evidente. Assistiamo a una vera e propria moltiplicazione delle pratiche più soft e meno invasive che accompagnano la modifica degli stili di vita delle persone, garantendo per la montagna un allungamento significativo della stagione e nello stesso tempo la diffusione di una serie di attività come le ciaspole, lo sci alpinismo e l’escursionismo, con un impatto molto meno significativo anche rispetto all’impiantistica e alla conservazione del patrimonio paesaggistico e naturalistico delle aree montane».

Il turismo legato alla montagna, infatti, non è in calo, come registrato dagli ultimi dati diffusi da Federalberghi, ma fa evidenziare un cambiamento legato alle nuove esigenze dei turisti e alle attività che preferiscono praticare, alla crescita dei cosiddetti Slons, acronimo che sta per «snow lovers no skiers», ovvero coloro che amano la neve ma non praticano lo sci. A ciò si aggiungano anche le difficoltà di innevamento derivanti dagli inverni sempre più miti che si stanno succedendo. Oggi, infatti, non si parla più di turismo dello sci, ma bensì di turismo della neve e della montagna d’inverno. Si cercano nuovi modi di vivere la montagna, con discipline più slow come lo sci nordico, il winter trekking e le escursioni con le ciaspole. Queste ultime, ad esempio, sono passate dai 322.000 praticanti in Italia nel 2010/11 ai 480.000 praticanti registrati nel 2013/14, con un aumento di oltre il 49%. Parallelamente sono diminuiti i praticanti dello snowboard, passando dai 590mila del 2010/11 ai 496mila del 2013/14, con una diminuzione percentuale del 16%. Appena apprezzabile, +0,8%, l’incremento nei praticanti dello sci (discesa e fondo), segno inequivocabile che questo settore ha raggiunto un livello di maturità che non riserverà sorprese positive in futuro. È vero e proprio boom invece per la pratica del Nordic Walking, le passeggiate con i bastoncini arrivati nel nostro Paese appena 8 anni fa dalla Finlandia. Allora gli istruttori di questa disciplina erano solamente due, mentre oggi se ne contano oltre 3000. A tutto ciò si aggiunga un’importanza sempre maggiore riservata dal turista/consumatore alla qualità dell’accoglienza, del benessere e della gastronomia: aspetti sempre più importanti nella scelta della vacanza.

L'Eco di Bergamo - 20 marzo 2016
   
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 Motoslitte, uno scempio in Val di Scalve





Gioiello trasformato in circuito puzzolente


Da un lettore ci è arrivata un’email molto approfondita in cui parla dello scempio delle motoslitte nella Conca dei Campelli, in alta Valle di Scalve corredando il suo intervento con diverse fotografie esplicative.


 «Con la presente desidero richiamare l’attenzione sulle Zone di Protezione Speciale e Sito di importanza Comunitaria dell’Alta Val di Scalve. In particolare, tutta la zona definita “Conca dei Campelli”, ovvero la porzione di territorio che dalla località “Forni” nel comune di Schilpario sale fino al “Passo dei Campelli” (e segnalo anche oltre, sconfinando in territorio della provincia di Brescia) è completamente asservita all’uso fuoristradistico di motoslitte, in completo spregio delle norme vigenti. Immagino che se i free-climber e i fotografi danno disturbo, a maggior ragione questo non deve essere permesso ai fuoristradisti delle motoslitte».



Foto del L'Eco di Bergamo

«Mi permetto di far notare che l’intera zona rappresenta un ambiente “dolomitico” di rara bellezza, il più spettacolare e accessibile dell’intera provincia bergamasca. Una piccola vallata che potrebbe diventare un paradiso per la fruizione “dolce” di un ambiente letteralmente fantastico. Si potrebbero svolgere attività turistiche in armonia con la fragilità di un’area di tale pregio, ma invece noi bergamaschi l’abbiamo trasformato in un puzzolente circuito per motoslitte».


« In Alto Adige ci organizzerebbero, per esempio, ciaspolate, attività di scialpinismo, sci di fondo, magari slitte trainate da cavalli affinché anche persone anziane o disabili possano godere di tale sconfinata bellezza. E immaginiamo quindi tutto l’indotto che farebbe lavorare decine di persone. E la Conca dei Campelli si conquisterebbe le copertine di riviste come Bell’Italia o Bell’Europa e l’afflusso di turisti eco-consapevoli ben disposti a spendere pur di poter fruire di uno scenario di boschi, pascoli e vette di così straordinaria bellezza e di relativamente facile fruibilità. Noi invece facciamo divertire poche decine di ragazzotti, rozzi e spesso violenti (provate a chiedere soltanto di ridurre la velocità e verrete prontamente insultati, come è successo a me), completamente ignoranti del valore del territorio su cui vanno a sfogare la loro voglia di rumore, di gas di scarico, di salti più o meno acrobatici».


Sul monte che sovrasta la strada che sale al Passo Campelli, ben visibili (ingrandendo la foto) le tracce delle motoslitte arrampicatesi lungo il versante


 Sul monte che sovrasta la strada che sale al Passo Campelli, ben visibili (ingrandendo la foto) le tracce delle motoslitte arrampicatesi lungo il versante


«Mi rivolgo a tutti gli enti proposti alla tutela di questo prezioso territorio: il Parco delle Orobie, il Corpo Forestale dello Stato, la Comunità Montana della Valle di Scalve, il comune di Schilpario (che già si premura di incassare le tariffe dei parcheggi e basterebbe poco per far si che l’addetto al servizio avvisi prontamente la Forestale, visto che puzza e rumore si avvertono per molti chilometri di distanza e tenuto conto che le motoslitte partono proprio in prossimità dei parcheggi). Faccio appello a tutti costoro, ma anche alle centinaia di escursionisti affinché si indignino e non accettino passivamente che la montagna venga violentata. E chiedo anche il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste, del Club Alpino Italiano, degli organi di informazione e di stampa a cui invio questa e.mail in copia conoscenza sperando in un’ampia diffusione».


L'Eco di Bergamo - 1 marzo 2016
  
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Pochi e sempre più anziani


La Val di Scalve si svuota


Una popolazione in costante diminuzione e sempre più «vecchia», che oggi conta il 37% degli abitanti con più di 60 anni.
Se davvero venisse presa in considerazione la proposta di legge firmata, tra gli altri, dal deputato Pd Giuseppe Guerini, non solo sparirebbero tutti i comuni della Valle di Scalve, ma anche fondendoli tutti insieme, i quattro non basterebbero a garantire una popolazione sufficiente per poter essere considerati un Ente amministrativo a sé stante. Si, perché in Valle di Scalve, quando si parla di demografia non ci si può che mettere le mani nei capelli.
I numeri qui parlano chiaro e raccontano di una montagna che va sempre più verso lo spopolamento: una popolazione in continua e costante diminuzione, una popolazione sempre più «vecchia», che oggi conta il 37% degli abitanti con più di 60 anni. La diminuzione di popolazione si registra su tutta la Valle: se all’inizio degli anni Settanta si contavano più di cinquemila abitanti (per la precisione 5.355 nel 1971), oggi i numeri sono decisamente più bassi.
Al 31 dicembre scorso gli uffici anagrafe dei comuni hanno contato solo 4.236 anime: il 20,90% in meno in quarantaquattro anni.
 
L'Eco di Bergamo - 28 febbraio 2016

 

 

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Val Seriana, ci vogliono 80 milioni
per risolvere il problema viabilità






Definire le priorità, fare sistema, reperire risorse. In una parola, quella scandita dal sindaco di Piario, Pietro Visini, al termine del suo intervento: «Cominciamo». La Valle Seriana soffre del complesso del «figliolo abbandonato», in tema di viabilità e infrastrutture.


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È sotto gli occhi di tutti che, negli ultimi anni, non si è fatto che parlare di Valle Brembana. Ecco, ora tocca a noi», hanno ricordato i sindaci seriani (26 quelli presenti) riuniti lunedì sera 22 febbraio nella sala Viterbi di via Tasso, ospiti del presidente della Provincia Matteo Rossi che li ha invitati «insieme a quelli scalvini, e quelli confinanti dell’hinterland, per aprire un dibattito sulla viabilità.

Nella tenaglia dei fondi zero, l’arma per fare pressing su ministero, Anas e Regione da cui i soldi «si possono ottenere» è una: avere le idee chiare, «quindi vi chiediamo di definire una lista delle priorità: se riusciamo a creare un sistema Val Seriana, avremo la forza di ottenere i fondi», ha detto il presidente Rossi e ripetuto il consigliere provinciale delegato alla Viabilità, Pasquale Gandolfi, introducendo l’incontro.

Al termine di quasi due ore di relazioni e dibattito ne è uscito un elenco di criticità e opere per risolverle che vanno dal prolungamento del Tram delle valli fino a Vertova alla variante di Cerete, da quella di Ponte Selva-Clusone alla rotatoria di Ponte Nossa fino al semaforo di Colzate, il ponte di Cene, l’accessibilità all’ospedale di Piario e lo scavalco del rondò delle valli. Otto interventi da quasi 80 milioni di euro in tutto .

L'Eco di Bergamo - 23 febbraio 201
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Nossana, sindaci sulle barricate
«Noi a secco e c’è chi ci guadagna»


I primi cittadini di Ponte Nossa, Premolo e Parre annunciano battaglia dopo una decisione del Pirellone.
 


La Direzione generale Ambiente, energia e sviluppo sostenibile di Regione Lombardia nelle scorse settimane ha dato l’ok sulla compatibilità ambientale delle richieste avanzate da Uniacque e Abm. Il gestore unico, che attualmente grazie alla Nossana dà da bere a quasi 210 mila abitanti di Bergamo città e altri 30 paesi, chiede di aumentare da 800 litri al secondo a 1.000 il suo prelievo e Abm ne vuole 500 litri al secondo.


Ora, per entrambe le istanze da Milano è giunto un «giudizio positivo in ordine alla compatibilità ambientale». Di fatto, la premessa all’ok definitivo. Che verrà, se verrà concesso, dopo il pronunciamento dell’Ato. L’Ambito territoriale deciderà se concedere l’ok a Uniacque, ad Abm – che però risulta in liquidazione –, a entrambe o – opzione più improbabile – a nessuna delle due società.


«Faremo ricorso al Tribunale supremo delle acque», annunciano all’unisono i tre sindaci Stefano Mazzoleni per Ponte Nossa, Omar Seghezzi per Piario e Danilo Cominelli per Parre. Per diversi motivi: la quantità di acqua necessaria a tenere in vita il Serio, il mancato utilizzo – a loro dire - dei pozzi montani di Uniacque che potrebbero evitare lo svuotamento della Nossana e i dubbi sulla tenuta di Uniacque. Dal canto suo, il presidente Paolo Franco getta... acqua sul fuoco: «I tre Comuni sono anche nostri soci – dice –, vedremo se ci sarà una possibilità di dialogo.


 


L’acqua è un bene comune, per tutti, così come gli ospedali e le infrastrutture. E Uniacque è una società che distribuisce servizi: grazie a una maggiore disponibilità di questa risorsa, potremo distribuire acqua non più soltanto agli oltre 200 mila cittadini ora serviti dalla Nossana, ma a più utenti».

L'Eco di Bergamo - 31 gennaio 2016
---------------------  Scivola, l’amico cade per soccorrerlo Doppio salvataggio in Valcanale





Doppio salvataggio nel pomeriggio di mercoledì 20 gennaio per i tecnici della VI Delegazione Orobica del Soccorso alpino.


Due escursionisti bresciani, uno di 70 anni di Gussago e l’altro di 71 anni di Brescia, si trovavano in località Valcanale, a circa 1300 metri di quota, nei pressi delle ex piste da sci. La presenza di ghiaccio sul terreno ha causato lo scivolamento di uno di loro; si è fermato sul pendio ripido dopo una decina di metri e ha riportato la fattura di una caviglia.

L’amico ha cercato di raggiungerlo ma è scivolato a sua volta, per molti metri, andando a sbattere contro alcune sporgenze rocciose. La caduta gli ha provocato trauma cranico escoriazioni e contusioni al torace. Sono stati recuperati con il verricello da parte dell’eliambulanza, che ha sempre a bordo il tecnico di elisoccorso del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.


Sul posto anche le squadre territoriali, con sei tecnici. L’uomo ferito alla caviglia è stato accompagnato all’ambulanza, che si trovava nella strada sottostante. L’altro invece è stato portato direttamente in ospedale a Bergamo

Il Soccorso alpino insiste in questi giorni nel segnalare una situazione che presenta rischi, soprattutto in prossimità del limite della neve. Il terreno ghiacciato è insidioso, è necessario essere alpinisti esperti e attrezzati. In caso di dubbi, contattate le Stazioni del Soccorso alpino presenti sul territorio dell’itinerario che intendete programmare, per avere informazioni precise contattate le Stazioni del Soccorso alpino presenti sul territorio dell’itinerario che intendete programmare, per avere informazioni precise. Tutti gli indirizzi e i numeri di telefono sono pubblicati sul sito www.sasl.it.


Bergamonews - 21 gennaio 2016 
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Trovato morto l’uomo disperso da sabato
nei boschi sopra Parre
 L'allarme è stato lanciato intorno alle 15 di lunedì 18 gennaio: le squadre del soccorso alpino sono partite in elisoccorso per perlustrare la zona alla ricerca dell'uomo.
E’ stato ritrovato privo di vita l’uomo di 69 anni disperso da sabato 16 gennaio sul monte Vaccaro, sopra Parre.

R.B., queste le sue iniziali, residente nella zona, era uscito di casa per fare una passeggiata. Ma aveva poi fatto perdere le proprie tracce.
L’allarme è stato lanciato nella mattinata di lunedì 18 gennaio dai familiari, che si sono accorti della sua assenza.

Le squadre del soccorso alpino erano partite in elisoccorso per perlustrare la zona alla ricerca dell’uomo.

L’auto era stata ritrovata nel primo pomeriggio sul monte Alino.

Le squadre territoriali e l’elicottero decollato dall’elibase di Caiolo hanno sorvolato poi la zona del Monte Vaccaro. Fino alle 17, quando l’uomo è stato ritrovato privo di vita nella zona verso il monte Secco.

Bergamonews - 18 gennaio 2016

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Scivola sulla neve per 150 metri e cade,
muore alpinista sulla Presolana 
Foto di Bergamonews
 
Ennesimo incidente in montagna a causa del ghiaccio

 Secondo le prime informazioni la vittima, residente in provincia di Milano, sarebbe scivolato lungo il sentiero chiamato Calvario, via che si incontra prima di arrivare al canalone Bendotti.
La vittima dell’incidente in montagna è B.P., 56 anni, residente a San Donato Milanese.
Secondo le prime informazioni la vittima, residente in provincia di Milano, sarebbe scivolato lungo il sentiero chiamato Calvario, via che si incontra prima di arrivare al canalone Bendotti.
L’uomo sarebbe scivolato sulla neve per oltre 150 metri finendo poi in una valletta. Il soccorritori del 118 stanno cercando di raggiungere la zona per recuperare il cane dell’alpinista deceduto.
La persona coinvolta nell’incidente in montagna è deceduta.
Bergamonews 17 gennaio 2016

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Comune unico in Val Seriana:

i sindaci incontrano volontariato e realtà religiose


 


Proseguono gli incontri con le parti sociali in Val Seriana, nell'ottica della costituzione del Comune Unico: il 13 gennaio a Rovetta con le associazioni di volontariato, il 15 con le realtà religiose. Poi toccherà alla cittadinanza.


 In vista dell’approvazione del progetto di fusione nei singoli consigli comunali, a Rovetta, Fino del Monte, Onore, Songavazzo e Cerete arrivano le assemblee pubbliche in cui le amministrazioni comunali condivideranno con i cittadini il progetto a cui stanno lavorando da mesi. I cinque comuni progettano di diventare un’unica realtà municipale che conterà 8.440 abitanti e si estenderà su un territorio di 67,6 chilometri quadrati, compresa fra Castione della Presolana e Clusone.

 
Il 2016 sarà l’anno decisivo per la nascita del comune unico nell’altopiano dell’alta Val Seriana: dopo l’approvazione del progetto nei consigli a febbraio o marzo, l’istanza di fusione arriverà sul tavolo di Regione Lombardia, che procederà ad indire il referendum in cui sarà la popolazione a decidere. Già in autunno si andrà alle urne: nel caso in cui in tutti i cinque comuni vincesse il sì, arriverebbe un commissario prefettizio che, in collaborazione con i 5 attuali sindaci, traghetterebbe il nuovo comune sino alle nuove elezioni nella primavera 2017. Se, invece, anche in un solo comune vincesse il no, il progetto salterebbe.

AdvL’importanza decisiva della scelta referendaria induce, quindi, i sindaci che hanno intrapreso la via della fusione ad incontrare nelle prossime settimane i cittadini per illustrare il loro lavoro, per discutere vantaggi e svantaggi e chiarire dubbi e perplessità legittimamente sorti in questi mesi.



Già nel dicembre dello scorso anno le amministrazioni comunali hanno iniziato gli incontri con le parti sociali del territorio: il 16 dicembre a Songavazzo con le associazioni sportive e il 18 a Cerete con le rappresentanze di categoria. Si riprende mercoledì 13 gennaio a Rovetta con le associazioni di volontariato e si conclude venerdì 15 ad Onore con le realtà religiose.



Da settimana prossima iniziano anche le assemblee pubbliche aperte a tutta la cittadinanza: si parte mercoledì 20 gennaio, alle ore 20:30, nella sala consigliare del municipio di Cerete, poi venerdì 22 nella sala riunioni (sopra la posta) di Songavazzo, mercoledì 27 a Fino del Monte, venerdì 29 ad Onore e, per finire, mercoledì 3 febbraio a Rovetta.
 



Bergamonews - 13gennaio 2016

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